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Immigrazione, la fotografia del Dossier Idos

24/10/2019

Nel 2018 i cittadini stranieri in Italia sono aumentati del 2,2% arrivando a quota 5.255.000 residenti, l’8,7% di tutta la popolazione

I cittadini stranieri residenti in Europa sono 39,9 milioni; in Italia sono 5.255.503, l'8,7 per cento della popolazione residente (2018). 2.445.000 sono gli occupati stranieri in Italia, il 10,6% del totale lavoratori e 602.180 le imprese condotte da stranieri nel Paese, il 9,9% delle aziende complessive.
I dati emergono dalla nuova edizione della pubblicazione curata dal Centro Studi e Ricerche Idos col Centro Studi Confronti e il contributo dell'Otto per mille Valdese. Il Dossier Immigrazione è stato presentato (24/10/2019) a Roma e in contemporanea in tutta Italia.
Da almeno sei anni in Italia, afferma il Dossier, la popolazione straniera non è in espansione. Anche nel 2018 è cresciuta di appena il 2,2%. Nel contesto dell’Unione europea, che a inizio 2018 conta al proprio interno una popolazione straniera di 39,9 milioni di persone (il 7,8% dei 512 milioni di abitanti complessivi) l’Italia si colloca al terzo posto per numero di stranieri residenti, dopo la Germania (9,7 milioni) e il Regno Unito (6,3 milioni), precedendo la Francia e la Spagna (rispettivamente con 4,7 e 4,6 milioni).
Fra gli stranieri residenti in Italia, all’aumento netto di 111.000 presenze rispetto all’anno precedente hanno contribuito anche i 65.400 bambini nati nel corso del 2018 da coppie straniere già presenti nel paese. Anche il loro numero, comunque, continua a calare insieme a quello delle nuove nascite nel loro complesso: 439.700 nel 2018, il livello più basso registrato da decenni, delle quali poco più di un settimo riferite a genitori stranieri (14,9%).
La metà degli stranieri residenti in Italia è di cittadinanza europea (50,2%), poco più di un quinto è di origine africana (21,7%); gli asiatici coprono un altro quinto delle presenze (20,8%), mentre è americano (soprattutto latino-americano) un residente straniero ogni 14. I più numerosi sono i cittadini romeni, che con 1.207.000 residenti continuano a rappresentare la prima collettività estera in Italia, precedendo di gran lunga i 441.000 cittadini albanesi, i 423.000 cittadini marocchini e, a maggiore distanza, i 300.000 cittadini cinesi e i 239.000 cittadini ucraini.
Dal 2016 è praticamente statico anche il numero dei soli soggiornanti non comunitari, pari a 3.717.000 persone: dei 242.000 nuovi permessi di soggiorno rilasciati nel 2018, più della metà dei quali per motivi familiari, quasi 40.000 hanno riguardato presenze temporanee, come studio e lavoro stagionale, e diversi si riferiscono a persone o nate in Italia nell’anno o che, già presenti nel paese, hanno effettuato una conversione del motivo del proprio permesso di soggiorno.
Questi ultimi sono stati compensati sia dagli stranieri che nel 2018 hanno lasciato l’Italia (sicuramente più numerosi delle loro 40.000 cancellazioni per l’estero registrate dalle anagrafi), sia dai 112.500 che nello stesso periodo hanno acquisito la cittadinanza italiana.

Sintesi del quadro trentino
In provincia di Trento i residenti stranieri rappresentano l’8,8% della popolazione residente complessiva, con un aumento dell’1% fra il 2017 e il 2018. I principali Paesi di provenienza dei migranti sono Romania, Albania e Marocco, seguiti da Pakistan, Ucraina, Moldova, Macedonia, Cina, Polonia e Tunisia. Fra i residenti stranieri (dove prevale la componente femminile) i comunitari sono il 30,5% del totale e l’Europa rappresenta il primo continente di provenienza (62,7% del totale). Il 75,8% dei migranti residenti in Trentino è in età da lavoro; quasi un terzo (32,4%) dei migranti ha un’età compresa nella fascia 30-45 anni. Sono 694 i bambini stranieri nati in provincia di Trento nel 2018, pari al 15,9% delle nascite complessive. Sono invece 1.552 le acquisizioni di cittadinanza italiana registrate nel 2018, con un calo del 19% rispetto al 2017.

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Pagina pubblicata Giovedì, 24 Ottobre 2019 - Ultima modifica: Mercoledì, 30 Ottobre 2019

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