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ISMU fotografa l’immigrazione in Italia

03/12/2019

All’1/1/2019 si stima una presenza di 6 milioni e 222mila stranieri, con un incremento dell’1,9% rispetto al 2018

Un ritratto dell’immigrazione in Italia, comprendendo non solo le iscrizioni anagrafiche ma anche i migranti regolari e non iscritti nonché gli irregolari. La fotografia è offerta dal XXV Rapporto sulle migrazioni 2019, elaborato da Fondazione ISMU (Iniziative e studi sulla multietnicità) e presentato a inizio dicembre 2019 a Milano.
ISMU stima al 1° gennaio 2019 una presenza in Italia di 6 milioni e 222mila stranieri su una popolazione di 60 milioni e 360mila residenti (oltre uno straniero ogni 10 abitanti). Rispetto alla stessa data del 2018, l’incremento degli stranieri presenti è stato dell’1,9% (mentre tra il 2017 e il 2018 la variazione era stata del 2,5%), dovuto in gran parte, secondo ISMU, alla crescita della componente irregolare (+5,4%), pari a 562mila unità, che però appare ridimensionata rispetto al 2017 (+8,6%) e al 2016 (+12,9%). Tra i presenti l’84% è regolarmente iscritto in anagrafe, il 6,5% è regolare ma non iscritto in anagrafe, mentre il 9% è privo di un valido titolo di soggiorno. Le persone provenienti da Paesi Terzi sono 4 milioni e 443mila unità (inclusi i non iscritti in anagrafe e gli irregolari). Nel 2018 sono stati rilasciati 242mila nuovi permessi di soggiorno, con una riduzione (dovuta al calo dei permessi rilasciati per motivi di asilo o umanitari) dell’8% rispetto al 2017. Aumentano invece i permessi di soggiorno rilasciati per lavoro, studio, e famiglia. Cresce anche il peso della componente femminile che nel 2018 rappresenta oltre il 45% dei nuovi ingressi, contro il 39% del 2017.

Lavoro
Sul fronte lavorativo, si segnala che la popolazione straniera in età da lavoro (tra i 15 e i 64 anni) nel 2018 in Italia è giunta a sfiorare i 4 milioni e che gli occupati sono circa 2 milioni 455mila, oltre 32mila in più rispetto all’anno precedente. Gli stranieri rappresentano il 10,2% della popolazione in età attiva, il 10,6% degli occupati, il 14,5% dei disoccupati e l’8,6% degli attivi. Il tasso di disoccupazione – nonostante la lieve contrazione dell’ultimo anno – è più alto tra gli stranieri (14%) che tra gli italiani (10,2%). Si segnala che la concentrazione nei lavori meno qualificati rende gli stranieri particolarmente numerosi tra i working poor: nel 2018 i lavoratori non comunitari hanno percepito una retribuzione media annua pari a 13.992 euro, inferiore del 35% a quella del complesso dei lavoratori.

Scuola e 2G
Il numero degli alunni stranieri con cittadinanza non italiana ha ripreso ad aumentare crescendo nell’a.s. 2017/18 di 15mila unità, a fronte di una continua flessione degli alunni italiani che invece sono diminuiti di 93mila presenze. In totale, gli alunni stranieri sono 842mila, pari al 9,7% del totale degli iscritti nelle scuole italiane, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado. ISMU stima che al 1° gennaio 2019 la presenza complessiva delle seconde generazioni in Italia di età compresa tra gli 0 e i 35 anni (nate in Italia da almeno un genitore straniero o giunte minorenni) sia di 2.825.182.

Protezione internazionale
Nel 2019 si è assistito a un importante rallentamento degli arrivi via mare, che sono stati 10.707 al 28 novembre. Alla riduzione degli arrivi sulle coste, afferma ISMU, non è seguita una proporzionale contrazione delle richieste di asilo. Passando all’analisi degli esiti delle richieste di asilo, si evidenzia che la percentuale dei dinieghi è passata dal 30% delle decisioni di prima istanza del 2013 all’80% nei primi sette mesi del 2019. La proporzione dei dinieghi, crescente negli anni, ha fatto registrare un ulteriore rialzo a seguito dell’abolizione della protezione umanitaria.

Percezione
ISMU prende in esame anche gli atteggiamenti degli italiani nei confronti dell’immigrazione: dalla maggioranza dei sondaggi è emerso che oggi i cittadini italiani sono per la maggior parte favorevoli alla chiusura dei porti. È significativo segnalare – afferma ISMU – come all’inizio del 2018 l’orientamento fosse differente: il 49% degli italiani riteneva che l’accoglienza era da privilegiare rispetto al respingimento, mentre solo il 44% era a favore dei porti chiusi.

PER APPROFONDIRE

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Pagina pubblicata Martedì, 03 Dicembre 2019

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