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Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani

30/07/2020

I dati del fenomeno nel mondo nel Rapporto di Save the Children

Il 30 luglio viene celebrata la Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, un crimine che vede uomini, donne e bambini vittime di gravi forme di violenza, tra le quali il lavoro forzato e lo sfruttamento sessuale.
Proprio la tratta, assieme allo sfruttamento minorile, sono i fenomeni analizzati da Save the Children in “Piccoli Schiavi Invisibili”, il Rapporto - decima edizione - pubblicato in occasione della ricorrenza del 30 luglio.
Secondo le stime – afferma Save the Children – nel mondo sarebbero oltre 40 milioni le vittime di tratta o sfruttamento costrette in schiavitù, e ben una su 4 (10 milioni) avrebbe meno di 18 anni. Una realtà perlopiù sommersa che, rispetto a un così grande numero di minori coinvolti, trova conferma nei pochi dati disponibili sui casi segnalati nel 2019 da 164 paesi del mondo: più di 108.000, il 23% dei quali relativi a minorenni e, in un caso su 20, addirittura a bambini con meno di 8 anni. Si tratta di bambini e adolescenti spesso privati anche del diritto all’educazione, visto che il 10% non ha mai frequentato la scuola e circa un quarto non è andato oltre la scuola media.
In Europa – spiega inoltre Save the Children – i dati della Commissione sono fermi ai circa 20.000 casi della rilevazione del 2015-2016, che confermano la proporzione di un quarto per i minori e segnalano la prevalenza di vittime di sesso femminile (68%). 

Il fenomeno in Italia
Molto pesanti i numeri di tratta e sfruttamento anche in Italia. Secondo il rapporto “Piccoli Schiavi Invisibili”, tra le 2.033 persone prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2019, la forma più diffusa di sfruttamento resta quella sessuale (84,5%) e vede come vittime principalmente donne e ragazze (86%). Nonostante l’emersione sia molto più difficile nel caso dei minori, ben una vittima su 12 ha meno di 18 anni, il 5% meno di 14. Le principali nazionalità delle piccole vittime sono nigeriana (87%), ivoriana (2,5%) e tunisina (1,9%).

Per approfondire: nota di Save the Children

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Pagina pubblicata Giovedì, 30 Luglio 2020

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