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UE, frontiere esterne chiuse per i viaggi non essenziali

18/03/2020

I Paesi dell’Unione devono far rientrare chi è già residente, cittadini non UE compresi

Per un mese, frontiere chiuse ai viaggi “non essenziali” nell'Unione Europea. È la decisione presa il 17 marzo 2020 dai membri del Consiglio Europeo per rispondere ad alcune delle sfide poste dall'epidemia di Covid-19. I capi di stato e di governo dei 27 si sono concentrati su come limitare la diffusione del virus; garantire la fornitura di attrezzature mediche, in particolare maschere e respiratori; promuovere la ricerca, anche per trovare un vaccino; affrontare le conseguenze socioeconomiche; aiutare i cittadini bloccati in paesi terzi.
In particolare, spiega un comunicato del Consiglio, per limitare la diffusione del virus a livello globale i leader hanno convenuto di rafforzare le frontiere esterne applicando per un periodo di 30 giorni una restrizione temporanea coordinata dei viaggi non essenziali verso l'UE. Hanno, inoltre, approvato le linee guida presentate dalla Commissione in materia di gestione delle frontiere.
Le linee guida della Commissione parlano delle possibili misure da mettere in atto sia alle frontiere esterne che a quelle interne. Nelle premesse, però, si ricorda che i Paesi membri devono “ammettere sempre cittadini e residenti e facilitare il transito di altri cittadini UE e residenti che stanno tornando a casa”. Tra i “residenti” sono compresi anche i cittadini di Paesi extra UE che già vivono in Paesi dell'Unione Europea.

European Commission: Guidelines for border management measures to protect health and ensure the availability of goods and essential services

Nota del portale Integrazione Migranti

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Pagina pubblicata Mercoledì, 18 Marzo 2020 - Ultima modifica: Giovedì, 19 Marzo 2020

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