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Natalità in calo fra i migranti

02/12/2019

65mila figli di cittadini stranieri nel 2018; calo legato alle recenti dinamiche migratorie

Tra invecchiamento delle donne migranti di vecchia data, crisi economica e riduzione dei flussi d'ingresso, diminuisce il numero di nuovi nati in Italia da genitori entrambi stranieri. Nel 2018 ne sono stati iscritti all’anagrafe 65.444 (circa il 15% dei nati in Italia), rispetto ai 67.933 del 2017 e ai 68.379 del 2016. L’ultimo anno di crescita è stato il 2012, quando si toccò il picco di 79.894 iscrizioni.
I dati sono contenuti nell’ultimo Report Istat: “Natalità e Fecondità della popolazione residente. Anno 2018”, pubblicato il 25 novembre 2019, di cui dà notizia il portale interministeriale Integrazione Migranti. Il Report certifica anche il più generale calo di nascite registrato in tutta la popolazione italiana. Negli ultimi dieci anni, il tasso di fecondità (numero medio di figli) delle italiane è sceso da 1,34 a 1,21; quello dello straniere da 2,65 a 1,94.
Quanto alla provenienza dei genitori, i più numerosi fra i nuovi nati sono di origine romena (13.530 nati nel 2018), marocchina (9.193), albanese (6.944) e cinese (3.362).
La riduzione del contributo degli stranieri alla natalità viene spiegato dai ricercatori principalmente con le dinamiche migratorie dell’ultimo decennio. Le grandi regolarizzazioni del 2002 – si afferma nel Report – hanno dato origine, negli anni 2003-2004, alla concessione di circa 650mila permessi di soggiorno, in gran parte tradotti in un ‘boom’ di iscrizioni in anagrafe dall’estero (oltre 1 milione 100mila in tutto) che ha fatto raddoppiare il saldo migratorio rispetto al biennio precedente. Le ‘boomers’, che hanno fatto il loro ingresso o sono ‘emerse’ in seguito alle regolarizzazioni, hanno realizzato nei dieci anni successivi buona parte dei loro progetti di genitorialità in Italia, contribuendo in modo importante all’aumento delle nascite. Il fenomeno si è poi arrestato per ragioni principalmente anagrafiche e intanto, con la crisi, sono diminuiti i nuovi ingressi.
Non solo: crescono comunità migranti nelle quali le donne lavorano e anche per questo, secondo l’Istat, fanno meno figli.
Infine, bisogna considerare, secondo il Report, che con la stabilizzazione delle comunità storiche e più numerose aumentano anche le acquisizioni di cittadinanza. I figli di genitori italo-albanesi, italo-marocchini e italo-romeni, spariscono quindi dalle statistiche degli stranieri ed entrano in quelle degli italiani.

Nota del portale Integrazione Migranti

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Pagina pubblicata Lunedì, 02 Dicembre 2019

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