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Lingue madri in Italia, dopo l'italiano c'è il rumeno

28/01/2026

Report ISTAT: ai primi posti anche arabo, albanese e spagnolo

Le lingue madri diverse dall’italiano più diffuse in Italia sono nell'ordine il rumeno, l’arabo, l’albanese e lo spagnolo. Lo afferma il report “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere - anno 2024” a cura dell'ISTAT, Istituto nazionale di statistica.
L’italiano – si legge nella ricerca – è la lingua madre per l’89,2% della popolazione di 6 anni e più residente in Italia. Nel tempo, si è assistito a una crescita della quota di quanti dichiarano una lingua madre diversa dall’italiano: dal 4,1% nel 2006 al 9,6% nel 2015, fino al 10,7% nel 2024.
Coerentemente con la struttura demografica più giovane della popolazione straniera, la presenza di persone con lingua madre diversa dall’italiano risulta più elevata tra i 25 e i 44 anni (18,4%), raggiungendo il valore massimo tra le donne di 35-44 anni (20,3%). Le aree più interessate dalla presenza di persone di lingua madre straniera sono quelle del Centro-Nord (13,5%), con quote più che doppie rispetto al Mezzogiorno (5,2%).
La popolazione di lingua madre straniera – prosegue il report – presenta abitudini linguistiche nettamente differenti rispetto a quella di lingua madre italiana. In ambito familiare la maggioranza delle persone di lingua madre straniera (61,5%) non parla l’italiano. Inoltre, quattro persone su 10 (39,9%) non parlano in italiano con gli amici e quasi due su 10 (18%) non lo utilizzano con gli estranei. “Comportamenti linguistici questi – afferma l'ISTAT – che rappresentano un ostacolo rilevante alla piena partecipazione alla vita sociale e culturale nei contesti territoriali in cui vivono.”

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Pubblicato il: Mercoledì, 28 Gennaio 2026 - Ultima modifica: Giovedì, 29 Gennaio 2026

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