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Integrazione, Trentino in cima

29/03/2007

Il Trentino è la realtà in cui gli immigrati si possono integrare meglio. E’ quanto emerge dal quinto rapporto, presentato ieri a Roma, sugli indici di integrazione degli immigrati in Italia

Il Trentino è la realtà in cui gli immigrati si possono integrare meglio. E’ quanto emerge dal quinto rapporto, presentato ieri a Roma, sugli indici di integrazione degli immigrati in Italia promosso dal Cnel (il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) e curato dall’équipe di Caritas/Migrantes. L’analisi dei ricercatori prende in considerazione alcuni indicatori che possono favorire l’integrazione, ad esempio la retribuzione media, il lavoro autonomo, i ricongiungimenti, l'acquisizione della cittadinanza, l’occupazione femminile. Il rapporto evidenzia che dal 2.000 le regioni settentrionali, con particolare rilevanza dell'area nord-orientale, risultano essere quelle che in Italia offrono le condizioni più favorevoli per l'integrazione socio-lavorativa degli immigrati, mentre sembra accentuarsi la differenza tra le aree centro-settentrionali e quelle meridionali-insulari. A guidare la graduatoria dell’indice complessivo di integrazione sono Trentino-Alto Adige, Veneto e Lombardia. Secondo il rapporto Cnel, in un anno le province a massimo potenziale d'integrazione sono più che raddoppiate, passando da 11 a 25. Sono incluse in questa fascia, oltre alle province autonome di Trento e Bolzano, 7 provincie lombarde, 2 venete, 5 emiliano-romagnole, 3 delle del Friuli Venezia Giulia e 3 piemontesi. “Promuovere la conoscenza delle potenzialità di integrazione nelle diverse realtà del Paese - si afferma nel rapporto - è una condizione per confrontare e promuovere politiche efficaci locali, anche come ricadute di quelle nazionali”.

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Pagina pubblicata Mercoledì, 22 Agosto 2007 - Ultima modifica: Mercoledì, 27 Giugno 2018

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