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Il Consiglio dell'Unione europea adotta nuove norme sul rimpatrio

02/10/2026

Riguardano le persone che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE

Il Consiglio dell'Unione europea ha dato il via libera definitivo alle nuove norme dell'UE che consentono rimpatri più efficaci per coloro che non hanno il diritto legale di soggiornare nell'Unione. Come previsto nell'ambito dell'approccio globale dell'UE in materia di migrazione, le nuove norme, che entreranno in vigore nelle prossime settimane, integrano il patto sulla migrazione e l'asilo e contribuiranno alla sua efficace attuazione.
Le nuove norme impongono obblighi nei confronti di coloro che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE, oltre a definire procedure a livello dell'UE per il loro rimpatrio, comprese norme più rigorose per il rimpatrio di chi rappresenta una minaccia per la sicurezza.
Le norme forniscono agli Stati membri ulteriori strumenti per l'attuazione dei rimpatri e offrono loro la possibilità di istituire centri di rimpatrio in paesi terzi.
Tutte le misure relative ai rimpatri devono essere attuate nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

Obblighi per chi non ha il diritto di soggiorno
Le nuove norme impongono ai cittadini di paesi terzi che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE l'obbligo di lasciare lo Stato membro interessato e di cooperare con le autorità. Il mancato rispetto dell'obbligo di cooperare può comportare sanzioni, tra cui la riduzione delle prestazioni e delle indennità concesse conformemente al diritto nazionale, il rifiuto degli incentivi volti a promuovere il rimpatrio volontario, sanzioni pecuniarie o persino sanzioni penali, se previste dal diritto nazionale.

Ordine europeo di rimpatrio e riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio
Le nuove norme introducono un ordine europeo di rimpatrio, un modello nel quale gli Stati membri dovranno indicare gli elementi principali della decisione di rimpatrio. Ciò fornirà agli Stati membri le informazioni necessarie per riconoscere le decisioni di rimpatrio adottate da altri Stati membri.
Il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio rimarrà per il momento volontario e sarà riesaminato tre anni dopo l'entrata in vigore delle nuove norme. La Commissione potrà poi presentare una proposta legislativa per rendere obbligatorio il riconoscimento reciproco.

Rimpatrio di persone che costituiscono un pericolo per la sicurezza
Le nuove norme introducono misure speciali per i cittadini di paesi terzi che costituiscono un pericolo per la sicurezza. Ad esempio, gli Stati membri possono emettere un divieto d'ingresso di durata indeterminata se giustificato e proporzionato al rischio per la sicurezza o trattenere tali cittadini di paesi terzi per un periodo superiore a 24 mesi.

Centri di rimpatrio in paesi terzi
Le nuove norme consentiranno agli Stati membri di rimpatriare le persone che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE e che hanno ricevuto una decisione di rimpatrio verso centri di rimpatrio stabiliti in paesi terzi. Ciò richiede la conclusione di accordi o di intese con i paesi terzi interessati. Tali accordi o intese possono essere conclusi esclusivamente con un paese terzo che rispetta le norme internazionali in materia di diritti umani e i principi del diritto internazionale, compreso il principio di non respingimento.

I minori non accompagnati sono esclusi da tali accordi o intese.

Prossime tappe
Il regolamento sarà ora pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
Diverse disposizioni, tra cui quelle sui centri di rimpatrio, saranno applicabili immediatamente. Altre disposizioni che richiedono lavori preparatori si applicheranno un anno dopo l'entrata in vigore.
(foto: Consiglio dell'Unione europea)

Sito del Consiglio dell'Unione europea

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Pubblicato il: Venerdì, 02 Ottobre 2026 - Ultima modifica: Sabato, 03 Ottobre 2026

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