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I corridoi umanitari italiani fanno scuola in Europa

10/10/2019

Le chiese evangeliche italiane capofila del progetto

Avviare un canale di accesso legale, cioè un corridoio umanitario a livello europeo, condiviso da più Stati membri per trasferire in UE le persone vulnerabili dalla Libia. È quanto emerso dalla conferenza stampa di inizio ottobre 2019 a Montecitorio a conclusione di una conferenza internazionale sui corridoi umanitari europei organizzata a Roma da Mediterranean Hope, progetto di accoglienza e integrazione della Fcei, Federazione delle chiese evangeliche in Italia. I corridoi umanitari si spostano adesso su un piano europeo, dopo aver ricevuto il Premio Nansen dell’Unhcr.La proposta - analizzata e discussa nella conferenza internazionale con interventi da parte della Fcei e della Comunità di Sant’Egidio, con collegamenti via Skype da Libano e Tunisia - è di avviare un canale di accesso legale, cioè un corridoio umanitario a livello europeo, condiviso da più Stati membri. La Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME) ha confermato l’impegno in favore dei corridoi umanitari da parte di questa organizzazione-ombrello che riunisce gli organismi che si occupano di migranti di varie chiese ed associazioni anglicane, protestanti e ortodosse europee. La prossima tappa sarà il 10 dicembre 2019 a Bruxelles per presentare la proposta tecnica definitiva, arricchita anche da commenti e rilievi dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) alla Presidenza del Parlamento europeo e alla Commissione. 

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Pagina pubblicata Giovedì, 10 Ottobre 2019

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