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Visti d’ingresso, verso nuove regole per i soggiorni brevi

22/04/2019

La riforma, approvata dall’Europarlamento, dovrà essere adottata formalmente dal Consiglio

Facilitare gli ingressi per soggiorni brevi nell’area Schengen, rafforzare gli standard di sicurezza e legare ulteriormente il rilascio dei visti alla collaborazione dei Paesi non UE nel contrasto delle migrazioni irregolari. Queste le direttrici principali della riforma del Codice dei visti (EU Visa Code) approvata il 17 aprile a Strasburgo dal Parlamento Europeo. Ora la riforma dovrà essere adottata formalmente dal Consiglio. Entrerà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Le novità
La riforma cambia alcune regole sui visti per soggiorni brevi che consentono di circolare liberamente tra i 26 Paesi Schengen per massimo 90 giorni a semestre e vengono normalmente utilizzati per turismo, affari, commercio e brevi corsi di studio. Le richieste negli ultimi anni sono aumentate notevolmente (da circa 10 milioni del 2009 a circa 15 milioni nel 2016) e restano un passaggio indispensabile per i cittadini di oltre 100 Paesi extraUe.
Tra le novità del testo approvato dagli eurodeputati vi sono procedure più flessibili, un ritocco al rialzo delle tariffe e l’introduzione di meccanismi di condizionalità con la collaborazione nei rimpatri degli irregolari.

In particolare:
- i viaggiatori potranno presentare le domande da sei mesi (rispetto ai tre attuali) a 15 giorni prima del viaggio, i marittimi anche nove mesi prima. Le domande potranno essere presentate via internet e, nella maggior parte dei casi, direttamente dal Paese di residenza, anche rivolgendosi a provider esterni dove non esistono rappresentanze diplomatiche del Paese Ue;
- il costo del visto salirà a 80 euro (oggi è 60), queste risorse aggiuntive dovrebbero permettere ai consolati di assicurare controlli i necessari anche dotandosi di migliori strumenti informatici. Saranno possibili riduzioni per i minori di 18 anni, mentre bambini sotto i 6 anni, studenti e ricercatori continueranno a essere esentati dal pagamento;
- i viaggiatori frequenti con una “storia positiva”, cioè quelli che in passato hanno rispettato le scadenze dei loro visti d’ingresso, potranno avere visti per ingressi multipli con validità gradualmente crescente con uno a cinque anni;
- le procedure per l’esame delle domande di visto saranno più restrittive o più generose su aspetti come tempo massimo di esame, validità del visto, costi e esenzioni dal pagamento, anche in base alla cooperazione del Paese d’Origine del viaggiatore nei rimpatri e nella riammissione degli irregolari.

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Pagina pubblicata Lunedì, 22 Aprile 2019

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