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Redditi e Irpef dei migranti

16/05/2019

Gettito in aumento, ma non mancano “zone d’ombra”; studio della Fondazione Leone Moressa per Il Sole 24 ORE

È aumentato, guardando alle dichiarazioni dei redditi 2018, il gettito Irpef proveniente dagli immigrati: 7,9 miliardi di euro (+3,6%), pari al 4,3% dell’Irpef. Si tratta, peraltro, di un contributo non particolarmente significativo, principalmente a causa del fatto che il reddito pro-capite dei migranti è di 13.671 euro, con un alto gap nei confronti degli italiani (oltre 7mila euro). Un gap che conferma la maggiore presenza dei migranti, rispetto agli italiani, nei lavori a bassa soglia, anche in presenza di particolari qualifiche e/o di titoli di studio elevati.
È quanto emerge dai dati del ministero dell'Economia e delle Finanze elaborati dalla Fondazione Leone Moressa per Il Sole 24 ORE.
I contribuenti migranti sono 3,8 milioni e fra questi prevale la nazionalità romena (circa 690mila); i contribuenti più “facoltosi” sono invece i cittadini brasiliani, con poco più di 15mila euro l’anno. Significativo il contributo al fisco italiano da parte delle donne migranti, in particolare ucraine, polacche, brasiliane e moldave. Secondo la Fondazione Leone Moressa, a determinare il particolare apporto all’erario delle donne migranti è il loro alto tasso occupazionale nel settore del lavoro domestico.
Per quanto riguarda le “zone d’ombra”, fra i migranti regolari sembra prevalere il fenomeno dell’evasione parziale, vista la necessità di mantenere comunque “in chiaro” una quota di reddito necessaria per i documenti di soggiorno. Tra i migranti iirregolari sarebbe invece più diffuso il fenomeno del lavoro – completamente – nero, in particolare in agricoltura e nel settore manifatturiero.

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Pagina pubblicata Giovedì, 16 Maggio 2019

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