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migrante al Mart
03/01/2018

"IL NOSTRO MONDO", RICHIEDENTI ASILO AL MART

nuove narrazioni identitarie attraverso l’arte

All’interno delle sale del museo i partecipanti hanno elaborato sperimentazioni grafiche e disegni

Arte, scoperta, identità. Gli studenti che nell'autunno 2017 hanno preso parte al progetto "Il nostro mondo" al Mart (Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto) sono richiedenti asilo frequentanti i corsi di lingua e cultura italiana dell'associazione Fili Trento nell'ambito del progetto trentino di accoglienza. L'iniziativa ha visto la collaborazione della Cooperativa Punto d’Approdo. Da metà ottobre e per un mese e mezzo, oltre 200 studenti dei corsi di lingua italiana dell’Associazione F.I.L.I. hanno partecipato al laboratorio ideato dall’Area educazione del Mart. La proposta era finalizzata primariamente a promuovere l’apprendimento della lingua italiana, primo fattore di inclusione per gli studenti stranieri, e la conoscenza del territorio, dei suoi riferimenti, dei luoghi di aggregazione socio-culturale. L’attività didattica è stata pensata partendo dal riconoscimento di alcune necessità delle persone che vivono l’esperienza della migrazione. Al centro il bisogno di costruire nuove narrazioni identitarie. Comunicazione, confronto e racconto del sé in un’ottica interculturale e inclusiva. Il laboratorio si è basato sul concetto di identità intesa come anche come quell’insieme di idee e pensieri che descrive e delinea la personalità di ognuno, rendendola unica. La riflessione su di sé è partita dalla fotografia del volto di ogni partecipante, invitato a ridisegnare i propri lineamenti sulla base delle sintetiche rappresentazioni grafiche dell’artista britannico Julian Opie. All’interno delle sale della Collezione Permanente del Mart, i partecipanti hanno elaborato sperimentazioni grafiche e disegni partendo delle suggestioni date dalle opere e arricchite di colori o parole. Gli autoritratti stilizzati e le creazioni create in sala sono state poi sovrapposte, per creare veri e propri quadri identitari. Grazie a un gioco di trasparenze e livelli, dietro ai volti simili ma al contempo unici, compaiono suggestioni di mondi personali, di idee, di affetti e di sogni raccontati attraverso elementi grafici in cui anche il segno, la scelta dei colori e la gestione dello spazio raccontano la persona e il suo modo di esprimere se stessa. Nella fase conclusiva del laboratorio ogni partecipante ha realizzato un cubo tridimensionale cartaceo su cui ha attaccato le fotocopie del proprio ritratto. Questo passaggio ha rappresentato la trasposizione fisica del concetto della dimensione sfaccettata del sé e ha segnato la fase finale del percorso didattico.

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(ultimo aggiornamento: 05/01/2018)

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