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foto di un operaio
06/02/2012

LAVORATORI IMMIGRATI, “EFFETTO SOSTITUZIONE”

nelle professioni a bassa qualifica

Molti lavori “manuali” sono stati “snobbati” e quindi abbandonati dagli italiani

La presenza di manodopera straniera nel mercato del lavoro italiano si è fatta sempre più evidente nel periodo che va dal 2007 al 2010: da 1,5 milioni di occupati di altre nazionalità si è passati a poco più di due milioni. La presenza dei lavoratori immigrati sul totale degli occupati in Italia è passata dal 6,5% nel 2007 al 9,1% nel 2010. I dati emergono da uno studio realizzato recentemente dalla Fondazione Leone Moressa.
I nuovi italiani sono occupati prevalentemente in lavori dalla media e bassa qualifica. Molti lavori “manuali” sono stati “snobbati” dagli italiani, che hanno lasciato progressivamente il posto agli immigrati. In molte categorie professionali si è infatti assistito ad un vero e proprio “effetto sostituzione”.
Le persone immigrate sono impegnate soprattutto nel settore dei servizi sociali e alla persona, in cui si concentra il 24,7% del totale dell’occupazione straniera; nelle costruzioni con il 16,7% del totale e nella manifattura, dove il 19,4% dei lavoratori sono di origine immigrata. Anche il settore degli alberghi e della ristorazione mostra una preferenza nell’assunzione di manodopera che arriva dall’estero, dal momento che il 15,8% di tutti gli occupati in questo settore è di origine immigrata.

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La nota della Fondazione Leone Moressa

(ultimo aggiornamento: 06/02/2012)

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