Lo scorso anno i lavoratori immigrati erano aumentati di 183mila unità rispetto al 2009
Cresce l'occupazione straniera in Italia, ma il dato riguarda soprattutto (più della metà dei casi) le professioni non qualificate, quelle che, come affermano molti studiosi del fenomeno, gli italiani in gran parte sembrano non voler più svolgere: dal manovale edile all’addetto nelle imprese di pulizie, dal collaboratore domestico al bracciante agricolo, dall’assistente familiare al portantino nei servizi sanitari.
Il dato emerge dal rapporto Istat 2010. “Sempre lo scorso anno – afferma l’Istat – sono state registrate 880mila persone immigrate con un livello di istruzione e un profilo culturale più elevato rispetto a quello richiesto dal lavoro svolto. Si tratta del 42,3% degli occupati, una quota più che doppia di quella degli italiani con le stesse caratteristiche”.
Il rapporto evidenzia inoltre che i lavoratori stranieri guadagnano meno di quelli italiani. Nel 2010, la retribuzione media mensile netta degli stranieri è stata del 24% inferiore a quella degli italiani, rispettivamente, 973 e 1.286 euro. La differenza di stipendio tra le persone immigrate e quelle italiane aumenta fino al 30% per le donne.
Il tasso di occupazione degli stranieri è sceso dal 64,5% del 2009 al 63,1% del 2010. Allo stesso tempo il tasso di disoccupazione è passato dall’11,2 all’11,6%.
(ultimo aggiornamento: 25/05/2011)