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foto donna immigrata
15/09/2010

IMPRESA AL FEMMINILE

le cittadine immigrate ribaltano il trend negativo

La Lombardia concentra il maggior numero di imprese individuali con una straniera al vertice, seguita da Toscana e Lazio

Sono le cittadine immigrate a rivitalizzare l'imprenditoria individuale italiana, e non solo l'impresa al femminile. Come si registra anche riguardo al totale delle imprese – afferma infatti una nota di Unioncamere – la componente femminile di provenienza immigrata ribalta la dinamica negativa seguita dal totale delle imprese individuali gestite da donne. Le donne imprenditrici di nazionalità extra Ue, infatti, sfiorano le 52mila unità, crescendo di oltre 2.000 posizioni rispetto al dicembre scorso, pari al +4,13%. Nei cinque anni presi in esame aumentano di quasi 17mila imprese, crescendo del 47,9% rispetto a giugno 2005 e arrivando così a rappresentare il 6,0% delle ditte individuali totali a conduzione femminile ed il 20% delle imprese individuali con titolare di nazionalità non comunitaria. La Lombardia concentra il maggior numero di imprese individuali con una donna immigrata al vertice, seguita dalla Toscana e dal Lazio.
Più in generale, sono oltre 862mila – afferma tra l'altro Unioncanere – le “capitane” che guidano una impresa individuale in Italia. Sono 25mila in meno di 5 anni fa, ma stanno resistendo meglio dei loro “colleghi” maschi alla progressiva riduzione di questa tipologia di impresa e alla crisi che ha attraversato il Paese, tanto da diminuire, tra dicembre e giugno scorsi, di solo lo 0,06% a fronte di un più consistente calo delle imprese individuali totali (-0,33%). E, inoltre – aggiunge Unioncamere – il “fare impresa” rappresenta una opportunità alla quale ricorrono in misura maggiore, rispetto al sesso “forte”, le giovani donne, specie se immigrate.




Scarica il file: la nota di Unioncamere.doc (202,00 kB)

(ultimo aggiornamento: 15/09/2010)

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