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29/06/2018

UE, RAPPORTO SUI DIRITTI FONDAMENTALI 2018

progressi e battute d’arresto nella tutela dei diritti umani

L'Agenzia dell'Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA) fa il punto della situazione sui principali sviluppi in materia

Il 2017 è stato un anno caratterizzato da progressi e battute di arresto in termini di tutela dei diritti. Lo afferma il rapporto 2018 dell'Agenzia dell'Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA). Nella relazione si fa il punto della situazione sui principali sviluppi in materia, individuando i risultati ottenuti e i settori che destano ancora preoccupazione.
Il rapporto evidenzia che nel 2017 sono stati registrati progressi non sempre omogenei nella promozione della parità e della non discriminazione nell'Unione Europea. Le conclusioni tratte a partire da una vasta gamma di dati disponibili sul tema dell'uguaglianza - compresi i dati ottenuti tramite test di discriminazione - mostrano come la disparità di trattamento e le discriminazioni siano ancora realtà nelle società europee.
Diciassette anni dopo l'adozione della direttiva sull'uguaglianza razziale e nove anni dopo l'adozione della decisione quadro sul razzismo e la xenofobia, migranti e minoranze etniche continuano a confrontarsi con diffusi fenomeni di discriminazione, molestie e definizione discriminatoria di profili etnici in tutta l'UE, come emerso dalle conclusioni della seconda indagine sulle minoranze e le discriminazioni nell'Unione europea (EU-MIDIS II) della FRA.
La FRA evidenzia, inoltre, l'importanza di un controllo dei rimpatri forzati, la cui attuazione comporterebbe rischi significativi in relazione ai principali diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE, incluso il diritto alla vita (articolo 2), la proibizione della tortura, delle pene o trattamenti inumani o degradanti (articolo 4), il diritto alla libertà (articolo 6) e il diritto alla protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione (articolo 19).
Tutti gli Stati membri dell'UE vincolati dalla direttiva rimpatri dovrebbero istituire, secondo l'Agenzia dell'Unione Europea per i diritti fondamentali, efficaci sistemi di controllo.

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(ultimo aggiornamento: 29/06/2018)

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