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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

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19/02/2018

NON COMUNITARI IN ITALIA, I REPORT DEL MINISTERO DEL LAVORO E POLITICHE SOCIALI

dati aggiornati al primo gennaio 2017

Online le nuove edizioni dei Rapporti annuali sulle 16 comunità più numerose

Dei 3.714.136 cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia al primo gennaio 2017, circa il 40% proviene da quattro Paesi (Marocco, Albania, Cina e Ucraina); il 21,9% è rappresentato da minori. I dati aggiornati al primo gennaio 2017 emergono dai nuovi Rapporti annuali sulle comunità migranti in Italia curati dalla Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con il supporto di Anpal servizi spa.
I Rapporti sono uno strumento di conoscenza delle prerogative di ciascuna delle 16 comunità più numerose in Italia, ovvero albanese, bengalese, cinese, ecuadoriana, egiziana, filippina, indiana, marocchina, moldava, nigeriana, pakistana, peruviana, senegalese, srilankese, tunisina e ucraina. Vengono descritte e discusse diverse dimensioni dei processi di integrazione, tra le quali la partecipazione al mercato del lavoro, l’accesso al welfare, la partecipazione sindacale, l’inclusione finanziaria.
I dati sulle comunità più numerose presenti in Italia mostrano, innanzitutto, una riduzione e trasformazione dei flussi di ingresso in Italia. Si riduce il numero di nuovi permessi di soggiorno rilasciati (dai quasi 600.000 del 2010 agli attuali 226.934); cresce l’incidenza dei permessi per ricongiungimento familiare (dal 30% del 2010 all’attuale 45%) e di quelli legati alla richiesta di una forma di protezione internazionale (dal 7,5% al 34,3%). Al contempo, si evidenzia il radicamento sul territorio delle comunità caratterizzate da una lunga storia migratoria: continua a crescere l’incidenza dei titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo (60,7%, era pari al 52% nel 2012), soprattutto in comunità quali l’ecuadoriana, la tunisina, l’albanese, la moldava, l’ucraina, la marocchina.

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La nota del Portale Integrazione Migranti

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(ultimo aggiornamento: 20/02/2018)

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