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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

Provincia Autonoma di Trento
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29/12/2017

IMMIGRAZIONE, UN ANNO DI NOTIZIE

2017, ecco cosa ricordare

Fra le principali news non “solo” le migrazioni forzate ma anche il ruolo dei nuovi cittadini nel “sistema Italia”

Il dibattito sul tema immigrazione sembra ormai circoscritto “solo” ai migranti forzati. Ferma restando l'assoluta rilevanza e portata di tale fenomeno, l'immigrazione nel suo complesso rappresenta un tema sfaccettato, articolato e strutturale rispetto al “sistema Italia”. Guardando alle principali notizie - fra dimensione nazionale e locale - dell'anno che sta per concludersi (2017) emerge dall'impegno (studi, ricerche, analisi) di diversi attori a vario titolo attivi in campo migratorio un quadro dell'immigrazione più esauriente rispetto al solo tema dell'asilo. Gli accadimenti riconducibili alle migrazioni forzate continuano in ogni caso a catalizzare, anche nel 2017, l'attenzione dei media e quindi della comunità, alimentando approfondimenti e dibattiti. Da segnalare, tuttavia, l'impegno di diverse istituzioni, pubbliche e private, nel fornire la corretta immagine dell'immigrazione a cominciare dai numeri che ne descrivono il ruolo in ambito demografico e, non ultimo, economico. Al di là di ogni strumentalizzazione.

GENNAIO

Il 2017 si apre con il “rilancio” dell'esperienza dei corridoi umanitari. Viene firmato un protocollo d’intesa da ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ministero dell’Interno, Conferenza episcopale italiana e Comunità di Sant’Egidio. Lo scopo è favorire l’arrivo in Italia in modo legale ed in condizioni di sicurezza di potenziali beneficiari di protezione internazionale che manifestino una comprovata condizione di vulnerabilità determinata dalla situazione personale, dall’età e dalle condizioni di salute. Viene considerato anche il parere espresso dall'Agenzia Onu per i rifugiati. Nell'ambito dell'esperienza dei corridoi umanitari, il Trentino ha accolto nel marzo 2016 una trentina di cittadini siriani seguiti da operatori di Fondazione Comunità solidale (struttura operativa della Diocesi) per la Provincia, con il coordinamento del Cinformi. Le modalità di assistenza sono analoghe a quelle previste per la generalità dei richiedenti asilo assegnati dallo Stato al Trentino.

In gennaio la Giunta provinciale di Trentino approva la nuova disciplina di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Solidarietà ma anche regole chiare ne sono i principi cardine. Chi non rispetta queste regole va incontro a interventi che toccano i benefici dell'accoglienza oppure, nei casi più gravi, la revocano completamente. Le sanzioni più pesanti scattano per i comportamenti violenti nei confronti di altre persone (compresi gli operatori e i collaboratori dell’ente incaricato dell'accoglienza), la detenzione o il consumo di sostanze stupefacenti. Altri comportamenti di minore gravità comportano la riduzione dei benefici ma se ripetuti più volte (in particolare a partire dalla quarta contestazione) possono portare, a loro volta, alla revoca dell'accoglienza.

Il saldo tra il gettito fiscale e contributivo degli immigrati in Italia e la spesa pubblica destinata all’immigrazione risulta ampiamente positivo a favore dello Stato. Lo afferma, in un articolo su “LaVoce.info”, la Fondazione Leone Moressa. I costi sostenuti dalla pubblica amministrazione per l’utenza immigrata (sanità, scuola, abitazioni, giustizia, ecc.) sono ampiamente compensati dalle tasse pagate e dai contributi versati dagli stessi lavoratori stranieri. Sommando le diverse voci di uscita con destinatari migranti, per l’anno 2014 si arriva a 14,7 miliardi di euro, pari a circa l’1,8 per cento del totale della spesa pubblica italiana. Per quanto riguarda invece le entrate – afferma la Fondazione Leone Moressa – le voci principali sono il gettito Irpef e i contributi previdenziali che sommati alle altre voci minori di entrata (imposta sui consumi, carburanti, lotto e lotterie, permessi di soggiorno, acquisizioni di cittadinanza) consentono di ottenere un volume di 16,9 miliardi di euro, con un avanzo positivo per lo Stato di 2,2 miliardi di euro.

La linea del Trentino di fronte al fenomeno profughi trova pieno riscontro nella riunione a Roma dell'assessore provinciale alla Salute e Politiche sociali, Luca Zeni, con il ministro dell'Interno Marco Minniti. Vengono ribadite, in particolare, la quota di migranti spettante al Trentino – lo 0,9% delle persone accolte a livello nazionale – e la regia da parte della Provincia nella dislocazione dei profughi sul territorio provinciale. L'assessore Zeni, presente per la Provincia autonoma di Trento, evidenzia al ministro come l'esperienza trentina abbia da tempo proposto e imboccato la strada dell'accoglienza diffusa e della valorizzazione del tempo dei richiedenti asilo nel volontariato. Soluzioni ora proposte a livello nazionale.

FEBBRAIO

Febbraio si apre con la firma al ministero dell’Interno del “Patto nazionale per un Islam italiano”. Sottoscrittori sono il ministro Minniti e i rappresentanti delle associazioni e delle comunità islamiche presenti in Italia. Il pre-requisito del Patto è ripudiare qualsiasi forma di violenza e terrorismo. Il documento fa riferimento, tra l’altro, al principio supremo di laicità dello Stato (quale “garanzia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale”) e alla Costituzione italiana. All’incontro di sottoscrizione del Patto al Viminale partecipa, per l’Associazione islamica italiana degli Imam e delle guide religiose, anche Nibras Breigheche, membro della comunità islamica del Trentino-Alto Adige.

In febbraio Consiglio dei ministri vara un decreto legge in materia di immigrazione che vedrà in aprile l'approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati. Tra le misure del testo definitivo, la semplificazione e accelerazione dei tempi delle procedure relative alla richiesta di protezione internazionale, anche attraverso l'abolizione del secondo grado di giudizio in caso di rigetto dell'istanza (ferma la possibilità di ricorso in Cassazione) e il potenziamento delle strutture giudiziarie e delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. Inoltre, i richiedenti asilo possono svolgere volontariamente, a titolo gratuito, attività di utilità sociale a favore della collettività locale nel quadro delle normative vigenti. Fra le altre misure, i centri di identificazione ed espulsione diventano centri di permanenza per i rimpatri. Le disposizioni non si applicano ai minori stranieri non accompagnati.

È ancora in diminuzione il numero dei cittadini di origine straniera residenti in Trentino. Il dato emerge dal Rapporto annuale realizzato dal Cinformi. Al primo gennaio 2016 sono oltre 48mila i cittadini stranieri iscritti ai registri anagrafici della provincia di Trento. L’incidenza sulla popolazione è del 9%. Rispetto all’anno precedente, si registra una diminuzione di circa 1.600 persone immigrate, ovvero del 3,3%. Concorre a spiegare questo calo soprattutto l’elevato numero di acquisizioni di cittadinanza italiana. I cittadini immigrati in Trentino provengono soprattutto, nell'ordine, da Romania, Albania e Marocco. Il quadro complessivo del Rapporto del Cinformi evidenzia il radicamento degli stranieri nel mondo produttivo locale e il loro apporto al “sistema Trentino”, anche se in posizioni precarie. Difficile – affermano i curatori dello studio – immaginare un'economia trentina senza il lavoro dei cittadini immigrati.

MARZO

Marzo si apre con i dati dell'Agenzia Onu per i rifugiati relativi agli arrivi 2016. Sono oltre 181mila le persone giunte in Italia via mare, delle quali il 90% su imbarcazioni partite dalla Libia. Oltre alle persone arrivate per chiedere protezione internazionale, fra i migranti vi sono anche vittime di tratta e persone in cerca di opportunità economiche. La maggior parte dei migranti è originaria della Nigeria e dell’Eritrea. Nel 2016 sono stati inoltre registrati oltre 25mila minori non accompagnati, il 14% di tutti gli arrivi registrati in Italia nello stesso anno, numero più che raddoppiato rispetto al 2015. Il numero di morti avvenute nel Mediterraneo nel 2016 è il più alto mai registrato. Dei 5.022 rifugiati e migranti morti o dispersi in mare nel 2016, il 90% si stava spostando lungo la rotta via mare per l’Italia.

Mentre l'Unhcr snocciola i dati, l'Associazione Carta di Roma smonta il mito dell'invasione. “Proviamo – afferma l'Associazione - a immaginarli tutti insieme i rifugiati che vivono in Italia, anche da molti anni. Prendiamo uno spazio di quelli usati per le grandi manifestazioni o i concerti. Ecco, tutti i rifugiati in Italia non riempirebbero neanche la metà del Circo Massimo a Roma”. “In questi anni – prosegue 'Carta di Roma' – l'Italia ha accolto circa 131mila rifugiati. Proviamo a confrontare questo dato con quelli di altri stati europei. Per esempio, in Svezia la popolazione è circa un sesto di quella italiana (10 milioni) e i rifugiati sono 186mila, ovvero il 50% in più che nel nostro paese. In Germania (82 milioni di abitanti) i rifugiati sono 478mila, quasi 4 volte quelli presenti in Italia.”

I cittadini stranieri sono un “antidoto” al rischio spopolamento. In un'Italia in “declino” demografico con un numero di nati mai così basso dal 1861, ci sono 841 comuni in cui nell'ultimo quinquennio (2010-2015) la popolazione è cresciuta esclusivamente grazie agli immigrati. In questi comuni, che si trovano in ogni area del paese e hanno dimensioni diverse, risiedono quasi 13,9 milioni di abitanti, ovvero il 23% della popolazione. È quanto emerge da un'analisi del Censis. Dallo studio risulta che non sono solo i comuni piccoli e medi ad aver beneficiato della presenza degli stranieri. Senza cittadini immigrati, negli ultimi cinque anni 51 dei 144 comuni italiani con più di 50.000 abitanti avrebbero sofferto di una contrazione demografica.

Rafforzare le garanzie per i minori nel rispetto delle convenzioni internazionali e assicurare maggiore omogeneità nell’applicazione delle disposizioni in tutto il territorio nazionale. Questi i principali obiettivi della legge sulla protezione dei minori stranieri non accompagnati approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati. Fra le misure, la riduzione dei tempi di attesa nelle strutture di prima accoglienza (da 60 giorni a 30); la previsione dell’istituzione di un albo di tutori volontari presso ogni tribunale dei minorenni; disposizioni per favorire l’affido e l’affidamento temporaneo, con preferenze per le famiglie; rilascio di sole due tipologie di permesso di soggiorno (per minore età o per motivi familiari); inserimento dei minori non accompagnati nelle istituzioni scolastiche; introduzione di specifiche procedure identificative per l’accertamento della minore età.

APRILE

Sono state circa 710mila le persone che hanno ricevuto una forma di protezione internazionale nel 2016 nei 28 paesi dell’Unione Europea. Rispetto al 2015 il numero è più che raddoppiato. I dati arrivano da Eurostat. Il 57% di coloro ai quali è stata concessa la protezione internazionale nel 2016, ovvero 405.600 persone, è rappresentato da cittadini siriani seguiti dai cittadini iracheni e afghani, entrambi con un'incidenza del 9% sul totale. La Germania è il paese che ha riconosciuto la protezione internazionale al più alto numero di persone nel 2016, seguita dalla Svezia e dall'Italia. Delle 710mila persone alle quali è stata riconosciuta la protezione internazionale nell'UE, il 55% ha ottenuto lo status di rifugiato, il 37% la protezione sussidiaria e l'8% quella umanitaria. In Italia, sul totale delle circa 35mila persone alle quali è stata riconosciuta la protezione internazionale, circa 4.800 hanno ottenuto lo status di rifugiato, 12mila la protezione sussidiaria e circa 18.500 quella umanitaria.

MAGGIO

“Popoli insieme è bello”. Con questo slogan si svolge in maggio a Trento la Festa dei Popoli, giunta alla diciottesima edizione. Piazza Fiera viene animata da giovani e ragazzi con spettacoli culturali e musicali “senza confini” e da gruppi artistici delle comunità di origine immigrata. Momento clou la sfilata dei popoli per le vie della città; popoli che si presentano poi sul palco di Piazza Fiera con le loro danze, canti e folklore. La Festa dei Popoli viene organizzata dalla Diocesi di Trento in collaborazione con il Comune di Trento e il Cinformi. Nell'edizione 2017 la festa propone una particolare riflessione sulle potenzialità dei giovani di origine immigrata, sulla loro inclusione e sul loro inserimento nella società.

Numero record nel 2016 di bambini minorenni sbarcati sulle coste italiane. Si tratta di oltre 28mila minori su un totale di circa 180mila persone sbarcate. I paesi di provenienza che incidono maggiormente sul totale degli arrivi di minorenni in Italia sono Siria, Eritrea, Egitto e Somalia. Il quadro emerge dal rapporto realizzato da Unicef, Cnr e Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche. Secondo lo studio, in tutto il mondo un minorenne su 70 vive al di fuori del paese di nascita. Africa e Asia insieme ospitano 3 bambini migranti su 5 e la metà dei bambini migranti di tutto il mondo vive in soli 15 paesi. In testa alla classifica gli Stati Uniti d’America, che ospitano 3,7 milioni di bambini. L’Italia è al 20° posto con 400mila minorenni.

GIUGNO

Nel mese di giugno l'Istituto nazionale di statistica propone la fotografia dell'immigrazione in Italia attraverso il Rapporto annuale sulla situazione del paese. Al 1° gennaio 2017 i cittadini stranieri sono poco più di 5 milioni, ovvero l’8,3 per cento dei residenti, con una netta prevalenza al Centro-nord. Rispetto al 1° gennaio 2016, l’incremento è di sole 2.500 persone. Al rallentamento della crescita della popolazione straniera contribuisce soprattutto la rapida crescita delle acquisizioni della cittadinanza italiana: secondo una stima provvisoria, se ne contano 29mila nel 2005, 66mila nel 2010, 178mila nel 2015 e 205mila nel 2016. Circa il 38% delle acquisizioni riguarda minorenni e nella metà dei casi giovani con meno di 30 anni di età.

Il 9 giugno entrano in vigore i nuovi importi dei contributi per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno a carico delle persone immigrate di età superiore ai 18 anni. Le novità sono previste da un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze. Per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno, il nuovo contributo da versare è di 40 euro; per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni, il contributo è di 50 euro; per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) e per i dirigenti e i lavoratori specializzati, l’importo del contributo è di 100 euro. Oltre ai rispettivi contributi, si aggiungono i costi di circa 72 euro che includono la marca da bollo (16 euro), il permesso di soggiorno elettronico (30,46 euro) e l’invio del kit postale (30 euro).

Sono quasi 900mila i lavoratori domestici che risultano assunti in regola presso le famiglie italiane nel 2015. Il numero è cresciuto dal 2007 in media del 42%. Si tratta per il 57,6% di colf e nel 42,4% dei casi di persone impegnate in mansioni di cura. I dati sono forniti da una ricerca realizzata dalla fondazione Leone Moressa in occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico che si celebra ogni anno il 16 giugno. Nello studio si legge che “considerando il progressivo calo della spesa pubblica per la famiglia e l’assistenza, le famiglie si trovano ad essere il fulcro del sistema nazionale di welfare, con più responsabilità che benefici”. Secondo la ricerca, per quanto riguarda la provenienza delle donne che lavorano nell’ambito domestico continuano a prevalere le donne dell’Est Europa. Rispetto ai costi sostenuti dalle famiglie italiane, dall’analisi dei dati Inps e Domina si può calcolare una spesa di circa 7 miliardi di euro l’anno.

Il 20 giugno viene celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato, proclamata dalle Nazioni Unite. E sono diverse, in Trentino, le iniziative organizzate con il sostegno del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) da una vasta rete di soggetti impegnati nell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. “Nelle nostre mani” è il titolo della serie di eventi sul territorio provinciale con la partecipazione attiva proprio dei richiedenti asilo. Vengono proposti momenti musicali, sportivi, letture, dibattiti, occasioni di dialogo, incontro e confronto. Giornata principale è il 20 giugno, con un programma di appuntamenti che, dopo un pomeriggio di proposte in piazza d'Arogno nel capoluogo vede in serata, fra l'altro, il concerto di Saba Anglana nei Giardini Santa Chiara a Trento.

E il fenomeno delle migrazioni forzate causate da guerra, violenze e persecuzioni in tutto il mondo ha raggiunto nel 2016 il livello più alto mai registrato. Lo afferma il rapporto “Global Trends” dell'Agenzia Onu per i rifugiati. Alla fine del 2016, le persone costrette ad abbandonare le proprie case in tutto il mondo erano 65,6 milioni, circa 300mila in più rispetto all’anno precedente. In media, nel mondo, una persona ogni 113 è costretta ad abbandonare la propria casa, una ogni 3 secondi. Nel 2016 sono stati 10,3 milioni i nuovi migranti forzati; circa due terzi di loro sono fuggiti all’interno dei confini nazionali. In tutto il mondo, la maggior parte dei rifugiati – l’84% – si trovava in paesi a basso o medio reddito, con una persona su tre ospitata nei paesi meno sviluppati. I bambini costituiscono la metà dei rifugiati del mondo e nel 2016 le richieste di asilo presentate da bambini non accompagnati o separati dai loro genitori sono state 75mila. La Siria è ancora il paese con il numero più alto di persone in fuga.

LUGLIO

Migranti fondamentali per il sistema pensionistico italiano. Ad affermarlo è l'Istituto nazionale di previdenza sociale. In caso di chiusura delle frontiere “nei prossimi 22 anni avremmo 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate a immigrati, con un saldo netto negativo di 38 miliardi per le casse dell'Inps. Insomma, una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo”. Sono parole del presidente dell'Inps, Tito Boeri, che nel mese di luglio presenta il XVI Rapporto annuale alla Camera dei Deputati. Va precisato che l'analisi Inps si riferisce, come chiarito dallo stesso presidente Boeri, ai migranti economici e non ai migranti forzati.

Collaborazione, presidio dei confini, sicurezza, ma anche impegno congiunto di Austria e Italia al Brennero. È questo l'appello lanciato dai tre presidenti Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter riunitisi in luglio a Sanzeno, in Trentino, nella seduta della Giunta Euregio. Viene ribadito con forza quanto già stabilito a febbraio 2016 con una deliberazione e poi con un documento presentato al presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. Ugo Rossi, presidente di turno dell'Euroregione, sottolinea fra l'altro l'importanza di affrontare la questione delle migrazioni in modo globale: “Vogliamo far sentire la nostra voce in Europa affinché le regole della distribuzione equa dei profughi siano applicate da tutti gli Stati dell'Unione; servono poi azioni di grande impegno, serve una sorta di Piano Marshall da applicare nei paesi d'origine, perché questa problematica si può affrontare solo con un concreto e robusto impegno nei paesi che generano i fenomeni migratori. Su questo – conclude il presidente Rossi – l'Euregio c'è”.

Sono quasi 3mila, di cui oltre 2.600 risultate pertinenti, le istruttorie aperte nel 2016 dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Dipartimento pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri. Il 69% riguarda fatti discriminatori per motivi etnico-razziali, di cui il 17% relativi alla comunità Rom, Sinti e Caminanti. Il 9% di discriminazioni è per motivi religiosi o per convinzioni personali. In merito agli altri fattori, il 16% ha riguardato comportamenti discriminatori legati alla disabilità, il 9% l’orientamento sessuale e l’identità di genere e il 5% l’età. Per quanto riguarda il contrasto al discorso d’odio online, il cosiddetto “hate speech”, sono circa 2.100.000 i contenuti potenzialmente discriminatori rilevati ogni anno dall’Unar in Italia.

È di nazionalità filippina, lavora mediamente 15 ore a settimana con un netto di circa 7,5 euro l’ora ed uno stipendio mensile di poco inferiore ai 500 euro, che diventano 6.432 euro l’anno. È questo l’identikit della colf regolarmente assunta in servizio nelle case degli italiani che emerge dalla fotografia dell’osservatorio statistico di Assindatcolf. I lavoratori più richiesti sono le persone dell’Europa dell’Est che mediamente sono attive 40 ore la settimana e guadagnano 1.030 euro al mese, ovvero 14.326 euro l’anno. “A fronte di un welfare pubblico che sta progressivamente razionalizzando i suoi servizi – spiegano i rappresentanti di Assindatcolf – il ruolo dei lavoratori domestici diventa insostituibile per l’organizzazione familiare ma anche per la tenuta sociale del sistema. Sulle famiglie italiane ricade, infatti, tutto il peso di questo modello, a partire da quello economico.”

Luglio è il mese in cui si registra l'ultimo arrivo del 2017 di migranti in Trentino precedentemente soccorsi in mare, ad eccezione di piccoli spostamenti interni al territorio nazionale. Due diversi gruppi, per un totale di cinquanta persone, arrivano quasi contemporaneamente a Trento in pullman direttamente dal sud Italia. I migranti erano stati strappati alle acque del Mediterraneo grazie all'intervento dei mezzi di soccorso. La metà delle cinquanta persone giunte nell'ambito dell'ultimo arrivo del 2017 nel capoluogo è composta da donne, di età media di circa venticinque anni. Fra i migranti, anche tre bambini, seguiti con particolare cura e attenzione dagli operatori del sistema trentino di accoglienza.

Si rafforza l’imprenditoria immigrata in Italia. In cinque anni le piccole imprese con titolari immigrati sono cresciute del 65%. Nel 2010 i conti correnti intestati a imprenditori stranieri erano circa 74mila, mentre nel 2015 sono 122mila, evidenziando un tasso di crescita medio annuo del 10,5%. I dati vengono rilevati dall’indagine dell’Osservatorio nazionale sull’inclusione finanziaria dei migranti. Emerge che la popolazione immigrata è sempre più attiva nel lavoro autonomo e nella piccola e media imprenditoria. Secondo lo studio, i conti correnti con più di cinque anni di anzianità intestati a imprenditori stranieri rappresentano il 37% del totale e il 4,9% del numero complessivo dei correntisti immigrati; un conto corrente su tre è intestato a donne.

I professionisti della sanità di origine straniera “non solo lavorano in modo armonico in Italia con i colleghi italiani, ma contribuiscono sensibilmente alla crescita economica e allo sviluppo della cooperazione dell’Italia.” A evidenziarlo sono le statistiche presentate dall’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) assieme alla Confederazione internazionale unione medica euro mediterranea – Umem e al Movimento internazionale “Uniti per unire”. Secondo i dati, i professionisti stranieri nella sanità in Italia sono in tutto 62mila dei quali 18mila medici, 37.500 infermieri, 2.500 farmacisti, 3.500 fisioterapisti e 500 psicologi. La maggior parte di loro lavora nelle strutture private per l’impedimento della partecipazione ai concorsi pubblici che richiedono l’obbligo della cittadinanza italiana oppure comunitaria.

AGOSTO

Il 17 agosto 2017 la procedura di presentazione della domanda di ricongiungimento familiare da parte di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti diventa interamente digitale. La documentazione allegata alla domanda inviata allo Sportello Unico per l'Immigrazione (in Trentino al Commissariato del Governo) deve essere inviata in modalità informatica. La nuova procedura consente allo Sportello Unico di verificare i requisiti relativi all’alloggio e al reddito e procedere al rilascio del nulla osta entro 90 giorni dalla presentazione della domanda. Al momento della convocazione presso lo Sportello per la consegna degli originali dei documenti, se gli stessi risultano congruenti con quelli inviati telematicamente, viene rilasciata la comunicazione di avvenuto rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare.

Torna a livello pre-crisi il flusso di rimesse dall'Italia, cioè il denaro inviato dai migranti ai paesi d'origine. La sfavorevole congiuntura economica mondiale aveva inciso sull'andamento del fenomeno, ma l'analisi diffusa in agosto dal CeSPI – Osservatorio nazionale sull’inclusione finanziaria dei migranti in Italia, mostra una netta ripresa. Dopo un’unica contrazione significativa nel 2012 (pari al 14%), i volumi delle rimesse dall'Italia verso il resto del mondo hanno fatto segnare incrementi positivi costanti, riportando il valore dei flussi in uscita ai livelli precedenti alla crisi economica. Negli ultimi 3 anni i volumi sono infatti cresciuti di oltre l’11% e il 2015 ha fatto segnare un incremento di 4 punti percentuali. Va però precisato che l'analisi esclude le rimesse verso la Cina.

SETTEMBRE

Il primo “Piano nazionale di integrazione” viene presentato in settembre presso il ministero dell’Interno. Il documento punta al pieno inserimento nella società italiana dei titolari di protezione internazionale fornendo ai beneficiari un modello di convivenza ispirato ai valori della Costituzione italiana. In particolare, si prevede un patto con chi viene accolto basato su determinati principi: chi è accolto si impegna a imparare la lingua italiana, condividere i valori della Costituzione, rispettare le leggi, partecipare alla vita economica, sociale e culturale del territorio in cui vive. Da parte “pubblica”, chi accoglie si impegna ad assicurare l'uguaglianza e la pari dignità, la libertà di religione, l'accesso all'istruzione e alla formazione, interventi diretti a facilitare l'inclusione nella società nei suoi valori non negoziabili.

OTTOBRE

Porte aperte, l'8 ottobre, alla residenza Fersina di Via al Desert a Trento, struttura di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. L’iniziativa rientra nella Settimana dell’Accoglienza 2017. Nel corso dell’evento i cittadini conoscono da vicino il progetto di accoglienza e incontrano i migranti ospiti. Sono almeno 150 i visitatori fra giovani, meno giovani e famiglie che entrano in contatto diretto con la struttura e con chi la vive. Fra le iniziative organizzate, attività ludico-linguistiche, laboratori di falegnameria e sartoria, esposizioni artistiche, tornei di calcetto, ping-pong e dimostrazioni di basket e rugby. Il tutto accompagnato da musica trentina e internazionale suonata da vari gruppi ma anche dalla band della residenza Fersina. Apertura alla comunità anche presso la residenza Adige in località Vela, sempre a Trento. Giochi, laboratori, conversazioni e incontri per costruire insieme nuove “rotte” e possibili approdi di comunità.

Le acquisizioni di cittadinanza in Italia sono aumentate velocemente nell’arco degli ultimi dieci anni: da 35mila nel 2006 si è passati a 101mila nel 2013, 130mila nel 2014, 178mila nel 2015, per raggiungere il numero di 202mila nel 2016. I dati emergono da uno studio realizzato dalla Fondazione Ismu, Iniziative e Studi sulla Multietnicità, diffuso in ottobre. Secondo la ricerca, dal 2007 al 2016 le acquisizioni di cittadinanza in Italia sono state complessivamente 956mila. Ad acquisire la cittadinanza italiana nel corso del 2016 sono state soprattutto persone provenienti da Albania e Marocco, rispettivamente con 37mila e 35mila neo-italiani. A presentare invece il più alto tasso di acquisizione della cittadinanza italiana è la comunità brasiliana con quasi 6mila acquisizioni, per un tasso del 130 per mille rispetto al numero di residenti.

Al 31 dicembre 2016 il numero dei cittadini stranieri residenti in Italia (5.047.028) è aumentato di appena 20.875 persone rispetto al 2015. Eppure tra sbarchi, altri flussi in arrivo e cancellazioni anagrafiche, i movimenti migratori hanno interessato quasi 1 milione di persone. L’esiguo aumento netto di questa popolazione è stato anche determinato dal gran numero di acquisizioni della cittadinanza italiana. I dati emergono dal Dossier Statistico Immigrazione 2017 realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con l’Unar e in partenariato con Confronti, presentato a Trento presso il Cinformi e in contemporanea in tutta Italia. Tra i 5 milioni di residenti stranieri, circa 3 milioni e mezzo sono cittadini non comunitari.

NOVEMBRE

Negli ultimi 5 anni, il numero dei migranti presenti nelle strutture di accoglienza è cresciuto costantemente, passando da quasi 17mila presenze del 2012 a 188mila nel 2016 (+1.017%). Al 15 luglio 2017 nelle strutture italiane sono ospitati in tutto 205mila migranti e continua a crescere il numero dei comuni coinvolti nell’accoglienza, che sono il 40% del totale (3.231). Sono i principali dati che emergono dal Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017 realizzato da Anci, Caritas italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e Servizio centrale dello Sprar, in collaborazione con l'Agenzia Onu per i rifugiati. Per quanto riguarda la sola accoglienza negli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), tra il 2012 ed il 2016 il numero di persone accolte è quintuplicato, passando dalle circa 7.800 del 2012 alle 34mila del 2016.

L’apporto della componente straniera della popolazione in Italia fornisce un contributo ampiamente positivo sia alla differenza tra nascite e decessi, sia al saldo migratorio con l’estero. Il dato arriva nel mese di novembre dall'Istat, l'Istituto nazionale di statistica. La comunità romena resta la più numerosa tra i flussi di immigrazione, con 45mila iscritti alle anagrafi nel 2016. Seguono le comunità di cittadini pakistani, nigeriani e marocchini con 15mila iscritti ciascuna, i cittadini albanesi con 13mila e i cittadini cinesi con 12mila iscritti. Negli ultimi dieci anni le migrazioni in Italia si sono ridotte del 43%, passando da 527mila nel 2007 a 301mila nel 2016. Le emigrazioni, invece, sono più che triplicate, passando da 51mila a 157mila.

DICEMBRE

In dicembre anche la Fondazione Ismu, Iniziative e Studi sulla Multietnicità, traccia il quadro dell'immigrazione in Italia. Al 1° gennaio 2017 la popolazione straniera ammonta, secondo la stima Ismu, a 5 milioni e 958mila soggiornanti, con un aumento dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda gli ingressi di migranti, Ismu afferma che non si può parlare di “invasione”. Guardando ai dati, gli sbarchi sulle coste italiane sono passati da 63mila del 2011 a 181mila del 2016; nel 2017, però, si registra un calo e al 4 dicembre di quest’anno i richiedenti asilo sbarcati in Italia sono 117mila.

Si intitola “Notizie da paura” il V rapporto dell'Associazione Carta di Roma. Nel 2017 è stato registrato un aumento dei toni allarmistici e un incremento di notizie che stigmatizzano l’“altro” come un pericolo per l’ordine pubblico, la cultura e la salute. Entrando i dettaglio, sono 1.087 le notizie dedicate quest’anno al tema dell’immigrazione sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani, il 29% in meno rispetto all’anno precedente. Aumenta, al contrario, la visibilità del tema nei telegiornali di prima serata: 3.713 notizie, quasi mille in più rispetto al 2016, con un incremento del 26%. Secondo il rapporto di Carta di Roma, il 2017 vede il ritorno alle notizie “urlate”, ai toni tesi e alle parole stigmatizzanti che veicolano, nel sistema dei media, la costruzione di stereotipi diffusi e dai contenuti, a volte, discriminanti.

Diverse decine di persone, di tutte le età, trascorrono un pomeriggio di festa domenica 17/12/2017 alla residenza Fersina di Via al Desert a Trento. In occasione delle Festività, viene infatti organizzato un “porte aperte” dando alla comunità l'opportunità di incontrare i richiedenti protezione internazionale accolti nella struttura. I migranti, a loro volta, hanno modo di raccontare le diverse attività quotidiane e di esprimere, attraverso vari laboratori, alcune delle loro potenzialità. Si svolgono attività ludico-linguistiche, esposizioni di falegnameria e sartoria ed esposizioni artistiche. L’iniziativa è a cura di Cinformi, cooperativa Kaleidoscopio, Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana, cooperativa Arcobaleno, cooperativa Samuele e cooperativa Nircoop.

Viene firmato il 15 dicembre 2017 dal presidente del Consiglio dei ministri il decreto con cui ogni anno vengono fissate le quote dei lavoratori non comunitari che possono fare ingresso in Italia per lavorare, prevalentemente per motivi di lavoro stagionale. Come avvenuto l'anno precedente, il decreto fissa una quota massima di ingressi pari a 30.850 unità, 18.000 delle quali riservate agli ingressi per motivi di lavoro stagionale. Le restanti 12.850 unità sono invece, come ogni anno, in piccola parte riservate ai lavoratori appartenenti a determinate categorie (lavoratori di origine italiana, lavoratori autonomi, lavoratori che hanno seguito all'estero corsi di formazione ex art. 23 T.U. Immigrazione) e per la restante parte riservate alle conversioni.

In dicembre viene aperto il primo corridoio umanitario dalla Libia verso l’Europa che consente poco prima di Natale (2017) l’arrivo in Italia di 162 migranti aventi diritto alla protezione internazionale. I migranti provengono dai centri di accoglienza in Libia; il corridoio umanitario è reso possibile dall'accordo fra Italia, Libia, Onu e Cei. Per la prima volta si apre quindi un canale umanitario diretto dalla Libia verso l'Europa, in questo caso verso l'Italia. “È una prima volta storica – afferma il ministro dell’Interno Minniti – perchè la Libia non aveva mai firmato la Convenzione di Ginevra. Tuttavia, con la collaborazione del governo libico, che vorrei ringraziare, si è potuto aprire questo corridoio umanitario per accogliere donne e bambini. Per noi – conclude Minniti – è solo l'inizio; continueremo a lavorare per i corridoi umanitari.”

A fine 2016 sono 908.983 le assistenti familiari che lavorano in Italia. Le famiglie spendono annualmente circa 7,3 miliardi di euro in retribuzioni e tasse (al netto di vitto e alloggio), consentendo allo Stato un risparmio pari 6,7 miliardi di euro. È quanto emerge dall’analisi “Il valore del lavoro domestico” realizzata dalla Fondazione Leone Moressa in collaborazione con Domina, l’associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico. Secondo lo studio, se gli anziani fossero ricoverati in una struttura assistenziale il costo medio procapite arriverebbe a quasi 10mila euro l’anno. Si supererebbero così i 17,1 miliardi l’anno di spesa per l’assistenza ad anziani in strutture dedicate.

Nessun esplicito riferimento all’immigrazione nel discorso di fine anno 2017 del Capo dello Stato. Il tema dei “nuovi cittadini”, migranti economici o forzati, aveva invece trovato spazio negli scorsi anni anche nelle parole dello stesso presidente Mattarella e prima ancora di Giorgio Napolitano. “Un nemico insidioso della convivenza è l'odio come strumento di lotta politica”, aveva detto fra l’altro a fine 2016 il Capo dello Stato.

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(ultimo aggiornamento: 01/01/2018)

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