salta navigazione

Area riservata
character » riduci carattere ripristina dimensione iniziale carattere aumenta carattere

CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

Provincia Autonoma di Trento
Sei qui: Home > News ed eventi > Anno 2016 > Corridoio umanitario, profughi siriani in Trentino

famiglia siriana
03/03/2016

CORRIDOIO UMANITARIO, PROFUGHI SIRIANI IN TRENTINO

sette famiglie nel progetto di accoglienza

Sono arrivate in provincia di Trento grazie al primo corridoio umanitario per l'arrivo di profughi in Europa

Grazie, grazie e ancora grazie. Lo ha detto più volte uno dei padri di famiglia siriani accolti in Trentino, presso Villa S. Nicolò, durante l'incontro con la stampa (2/3/2016) a Trento nel quale è stata presentata l'iniziativa del primo corridoio umanitario per l'arrivo di profughi in Europa. In Trentino sono giunti, grazie a questo progetto, 29 richiedenti protezione internazionale siriani. Un grazie, quello delle famiglie accolte, rivolto alla Provincia autonoma di Trento e alla Diocesi, ma rivolto anche a tutti i soggetti che a vario titolo hanno reso possibile l'arrivo in sicurezza delle famiglie siriane nel progetto di accoglienza in Trentino: Governo, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle chiese evangeliche in Italia, associazione Papa Giovanni XXIII, Tavola valdese e corpi civili di Pace dell’Operazione Colomba.

Il corridoio umanitario
Il 29 febbraio 2016, 93 profughi siriani (24 famiglie) sono arrivati in aereo a Roma (volo Beirut-Fiumicino) grazie al “corridoio umanitario” aperto dall’Italia in risposta all’emergenza migranti. Si tratta del primo corridoio umanitario in assoluto in Europa. L'iniziativa è sotto l'egida del Governo italiano ed è stata resa possibile dall’intesa siglata il 15 dicembre scorso fra Governo, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Papa Giovanni XXIII, Tavola valdese e corpi civili di Pace dell’Operazione Colomba.

L'impegno del Trentino
Con un Ordine del giorno approvato con maggioranza trasversale, il Consiglio provinciale ha impegnato la Giunta provinciale a sostenere il progetto di apertura del canale umanitario con il Libano al fine di mettere in protezione un gruppo di 7 famiglie. Si tratta di 29 persone che presentano vulnerabilità (a cominciare dalle loro condizioni di salute) e che sono imparentate tra loro (undici adulti e diciotto bambini, quattordici dei quali sotto i sette anni).
Prima di arrivare in Italia, queste famiglie siriane hanno vissuto per quattro anni in un piccolo campo profughi a nord del Libano, nella regione dell'Akkar, a quattro chilometri dal confine siriano. Si tratta di persone scappate insieme da Homs, città al di là del confine rasa al suolo dalla guerra. Nel corso del conflitto le case di queste famiglie sono andate distrutte. I 29 siriani accolti in Trentino hanno ottenuto un visto umanitario a territorialità limitata rilasciato dall’ambasciata italiana in Libano.

L'accoglienza in Trentino
Le 7 famiglie giunte in Trentino si sono già sistemate presso Villa San Nicolò, nei pressi di Ravina, un tempo residenza estiva dell’Arcivescovo. Lo stabile, prima inutilizzato, è stato ristrutturato e messo a norma a spese dell’Arcidiocesi, ricavandone alloggi autonomi in grado di ospitare al meglio le 7 famiglie di profughi. L'accoglienza delle 7 famiglie siriane sarà gestita d'intesa con l'Arcidiocesi di Trento, che mette a disposizione a titolo gratuito la struttura di Villa S. Nicolò. Saranno operatori di Fondazione Comunità solidale (struttura operativa della Diocesi) e della Provincia, attraverso il Cinformi, a seguire e assistere i siriani accolti. Le modalità di assistenza saranno analoghe a quelle previste per la generalità dei richiedenti protezione internazionale assegnati dallo Stato al Trentino.
In particolare, i servizi che verranno offerti sono vitto e alloggio, beni di prima necessità, sostegno psico-socio-sanitario, mediazione linguistico-culturale, orientamento giuridico sulla protezione, corsi di lingua e cultura italiana, percorsi di facilitazione alla vita comunitaria, corsi di formazione al lavoro e al volontariato.

Oltre a Trento, gli altri profughi arrivati con il corridoio umanitario in Italia saranno ospitati a Reggio Emilia, Torino, Aprilia. Una famiglia era già partita per Bologna lo scorso 4 febbraio. Il corridoio umanitario aperto dall’Italia prevede complessivamente l’arrivo di un migliaio di persone in due anni non solo dal Libano, ma anche da Marocco ed Etiopia.

Links correlati:
Galleria fotografica su Facebook
Video: corridoio umanitario, l'accoglienza dei profughi siriani in Trentino
Video: il "grazie" di uno dei padri di famiglia siriani accolti in Trentino

Inserisci un commento

  • captcha

(ultimo aggiornamento: 13/08/2017)

credits | copyright e policy