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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

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vittime di tratta
20/10/2015

VITTIME DI TRATTA IN AUMENTO

grido d'allarme dell'Oim

“Necessario rafforzare il sistema di assistenza e accoglienza per le vittime, sempre più giovani e vulnerabili”

“La tratta è un crimine transnazionale che sconvolge la vita di migliaia di persone ed è causa di inaudite sofferenze. E’ una delle forme di schiavitù moderna più diffuse del ventunesimo secolo; un reato odioso, perché umilia donne e uomini riducendoli alla stregua di vere e proprie merci, qualcosa da cui trarre profitto con metodi sempre più crudeli.” Lo hanno affermato i rappresentanti dell’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni in occasione della giornata Europea contro la tratta celebrata il 18 ottobre 2015.
L’Oim evidenzia che si registra un aumento delle vittime di tratta, soprattutto di donne africane che arrivano via mare provenienti soprattutto dalla Nigeria. “La preoccupazione maggiore – sostiene l’Oim per il Mediterraneo – è per l’aumento delle ragazze minorenni, che spesso dichiarano di essere maggiorenni perché costrette dai loro trafficanti che pensano cosi di riuscire a disporre di loro in maniera più libera”.
Secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno, le donne nigeriane arrivate via mare in Italia a fine settembre 2015 sono state 4.371. L’anno scorso, nello stesso periodo, erano state 1.008. L’Oim stima che l’80% delle ragazze nigeriane sia vittima di tratta. Molte donne – afferma l'Organizzazione – provengono dalla regione di Edo, dove vengono adescate e sottoposte a cerimonie voodoo: riti attraverso i quali viene loro imposto un ricatto psicologico, nella convinzione che qualsiasi tentativo di fuga o ribellione dai loro trafficanti causerà sventure ai propri cari. L’Oim presenta alcuni suggerimenti volti ad affrontare questo fenomeno in Italia:
- prevedere un rafforzamento della capacità di accoglienza delle vittime di tratta: in particolare di coloro che vengono individuate come tali già al momento dello sbarco. Questo passo consentirebbe – secondo l'Oim – di assicurare un’immediata protezione alle vittime e di poterle allontanare dagli sfruttatori, spesso a bordo degli stessi barconi. In tal senso l'Oim propone la creazione di luoghi protetti, delle “case di fuga” dedicate esclusivamente a questi casi.
- approvare urgentemente il Piano nazionale anti-tratta che renderebbe operativa – afferma l'Oim – una protezione efficace delle vittime anche attraverso l’assistenza legale, psicologica e sanitaria. Si propone inoltre di aumentare il numero delle comunità disposte ad accogliere le migranti minorenni.
- uniformare l’applicazione del percorso sociale oltre che di quello giudiziario; la legislazione italiana – afferma l'Oim – è senz’altro una delle più avanzate in Europa in termini di tutela delle vittime di tratta, prevedendo la possibilità di offrire un periodo di riflessione. Alcune donne infatti non vogliono denunciare immediatamente i loro sfruttatori per paura di ritorsioni contro i loro famigliari. Eppure – aggiunge l'Oim – le ragazze che non denunciano immediatamente i loro sfruttatori hanno più difficoltà ad essere protette. Si tratterebbe quindi di rendere generalizzata l’applicazione di una norma già esistente nella vigente legge, pensata appunto per offrire protezione a tutte le vittime, a prescindere dalla denuncia dei responsabili del crimine.

Links correlati:
Il comunicato dell'Oim

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(ultimo aggiornamento: 21/10/2015)

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