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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

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04/11/2015

MIGRANTI E CONTESTO URBANO, IL RAPPORTO OIM

un migrante su cinque vive nelle 20 città più grandi del mondo

La migrazione ha incentivato l’aumento dell’urbanizzazione, rendendo le città posti molto più diversificati

Circa un migrante su cinque vive nelle 20 città più grandi del mondo, nella maggior parte dei casi costituendone più di un terzo della popolazione, mentre più del 54% della popolazione mondiale ha vissuto in zone urbane nel 2014. Si prevede che, entro il 2050, la popolazione urbana passerà dagli attuali 3,9 miliardi a ben 6,4 miliardi. Ad incentivare l’aumento dell’urbanizzazione sarebbe stata la migrazione, rendendo le città posti molto più diversificati.
Questa la fotografia tracciata dal nuovo “Rapporto mondiale sulla migrazione 2015 – migranti e città: nuove collaborazioni per gestire la mobilità”, l’ottavo della serie “World Migration Report” dell’Oim, l’Organizzazione internazionale delle migrazioni. “Il rapporto – affermano i curatori – si concentra sull’influenza della migrazione sulle città e su come la realtà dei migranti in città aiuti a scoprire una profonda relazione tra mobilità umana e sviluppo urbano.
Lo studio evidenzia, tra l’altro, che la mobilità umana sta aumentando e continuerà ad essere prevalentemente concentrata nel contesto delle grandi città. “Allo stesso tempo, la geografia dei flussi migratori sta cambiando in linea con l’evoluzione dell’economia mondiale” sostengono i redattori dello studio, affermando che i migranti sono per esempio sempre più attratti dalle città di quei paesi che vivono una forte crescita economica, come Asia Orientale, Brasile, Africa Meridionale e India Settentrionale. Inoltre, secondo il rapporto la migrazione Sud-Sud, che è un fenomeno caratteristico dei paesi di reddito basso e medio, continua ad aumentare. Infatti - si sottolinea nello studio - sempre più spesso le città dei paesi in via di sviluppo sono diventate luoghi sia di immigrazione sia di emigrazione.
Per quanto riguarda i possibili benefici e rischi che la crescente migrazione verso le città comporta per i migranti stessi e per le comunità e i governi delle città in questione, nel rapporto si afferma che “la super-diversità implica sfide, come il fenomeno della segregazione residenziale, che ha luogo quando alcuni gruppi di una data nazione o status socio-economico si concentrano tutti in quartieri specifici delle città. “Nonostante ci siano anche effetti positivi legati al raggruppamento culturale – affermano i curatori – si cerca spesso di evitare che la segregazione residenziale diventi una realtà permanente”.
Il rapporto mette in luce la realtà multiculturale di molte città dei paesi meno sviluppati e il tipo di flusso migratorio misto che caratterizza questi paesi, dove tra l’altro vi è spesso anche una concentrazione particolarmente alta di sfollati e di migranti “bloccati” mentre viaggiano verso altre destinazioni. Sottolineando il fatto che molte città non hanno sufficienti risorse o motivazioni per diventare davvero inclusive, il rapporto suggerisce che venga creata una piattaforma di discussione su “migrazione e urbanizzazione” che valorizzi conoscenze, capacità e sforzi e promuova politiche in grado di sviluppare "governance" urbane sempre più inclusive.

Links correlati:
Il comunicato stampa dell’Oim

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(ultimo aggiornamento: 05/11/2015)

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