salta navigazione

Area riservata
character » riduci carattere ripristina dimensione iniziale carattere aumenta carattere

CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

Provincia Autonoma di Trento
Sei qui: Home > News ed eventi > Anno 2015 > Immigrazione, “tra paura e compassione”

logo copertina rapporto
26/02/2015

IMMIGRAZIONE, “TRA PAURA E COMPASSIONE”

presentato il Rapporto sulla sicurezza in Italia

Il 72% degli italiani è favorevole a concedere la cittadinanza a figli dei migranti nati nel Paese

L’immigrazione costituisce un’emergenza prioritaria solo per il 3% degli italiani. Molto meno rispetto agli altri Paesi europei considerati, in particolare Gran Bretagna e Germania. Anche gli sbarchi suscitano timori diffusi, ma anche pena e compassione. Gli atteggiamenti di accoglienza e respingimento dividono gli italiani ma, al tempo stesso, coabitano. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla sicurezza in Italia e in Europa, giunto alla ottava edizione, realizzato da Demos & Pi, Osservatorio di Pavia e Fondazione Unipolis. Secondo il Rapporto, fra le prime preoccupazioni dei cittadini italiani si confermano le emergenze globali (76%), insieme a quelle economiche e all’insicurezza politica (fra 60 e 70%). “Si è rinunciato a costruire l’immagine del nemico. L’altro che ci invade”, sottolinea il rapporto. Lo studio afferma che l’immigrazione preoccupa, ma non come in passato. Nei media è raccontata spesso utilizzando la chiave della solidarietà e della pietà.
Oltre un italiano su tre percepisce gli immigrati come un “pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone” (33% ). Ma la crescita, rispetto alla precedente rilevazione, è di appena due punti. Aumenta di poco anche la percezione dell’immigrato come minaccia per l’occupazione (dal 33 al 35%), mentre si contrae in misura più significativa quella dell’immigrato come “risorsa per la nostra economia” (dal 44% al 39%). Crescono maggiormente (di sei punti percentuali) la paure di matrice culturale: per il 29% degli italiani, gli immigrati costituiscono un “pericolo per la nostra cultura, la nostra identità e la nostra religione”. In modo speculare, scende dal 56 al 46% la quota di persone che vede nei nuovi arrivati una occasione di apertura per il Paese.
Alla paura dello “straniero” si affianca un’apertura generale sul piano dei diritti di cittadinanza sociale e politica. Del resto, la presenza dei “nuovi italiani” (giovani di seconda generazione) nelle scuole e la quota crescente di “badanti” nelle famiglie – affermano i ricercatori – segnano i tratti di una realtà ormai strutturale del Paese. Tutti gli indicatori forniti del Rapporto, sebbene in parziale arretramento rispetto allo scorso anno, confermano una generale disponibilità da parte dei cittadini italiani. Il 72%, in particolare, è favorevole a concedere la cittadinanza a figli di immigrati nati in Italia.
Per la quasi totalità del campione (95%) gli immigrati, se sono regolari e pagano le tasse, è giusto che abbiano diritto all’assistenza sanitaria. Anche la partecipazione politica degli stranieri regolari viene vista in modo positivo: per l’84% è giusto che votino alle elezioni amministrative del comune dove abitano e per il 78% anche alle elezioni politiche. La complessità (e l’ambivalenza) degli atteggiamenti sull’immigrazione è ben fotografata, infine, proprio dalle opinioni circa l’orientamento da tenere sul delicato tema degli “sbarchi”. Una questione sulla quale l’opinione pubblica si divide quasi equamente tra logica dell’accoglienza (46% ) e logica dei respingimenti (45% ).

Links correlati:
Il Rapporto sulla sicurezza in Italia e in Europa

Inserisci un commento

  • captcha

(ultimo aggiornamento: 27/02/2015)

credits | copyright e policy