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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

Provincia Autonoma di Trento
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assessora, corsiste e attestati
24/02/2015

ASSISTENZA FAMILIARE, I RISULTATI DEL PROGETTO IN ROTALIANA (TRENTINO)

iniziativa di formazione ma rivolta anche alle famiglie

Stamane (24/2/2015) la presentazione a Mezzocorona e la consegna dei diplomi alle corsiste

Fornire le conoscenze e le informazioni necessarie per lavorare nel delicato settore dell'assistenza familiare, accompagnando al contempo le famiglie nel percorso verso l'accudimento dei loro cari. Era questo, in estrema sintesi, lo scopo dell'iniziativa attivata in Rotaliana che ha visto un corso di formazione frequentato da ventitré partecipanti e un ciclo di incontri dedicati ai famigliari per gestire in serenità l'invecchiamento del proprio congiunto. L'iniziativa, proposta dal Cinformi e dalla Comunità Rotaliana-Königsberg, è stata realizzata fra maggio 2014 e gennaio 2015 con diversi partner del Piano Sociale: le cooperative sociali Multiservizi e SAD e le A.P.S.P. di Mezzocorona, Mezzolombardo e Lavis.
I risultati sono stati presentanti stamane a Mezzocorona. Erano presenti, fra gli altri, l'assessora provinciale alla Salute e Solidarietà sociale Donata Borgonovo Re, il presidente della Comunità Rotaliana-Königsberg Gianluca Tait, i partner dell'iniziativa e le corsiste. Nel corso della presentazione sono stati consegnati gli attestati di partecipazione.
“La relazione tra una famiglia e chi entra in casa per prestare assistenza familiare – ha detto l'assessora Borgonovo Re – è un rapporto delicato. Un bagaglio di competenze adeguato aiuta a rendere positiva questa relazione e qualifica una professione di grande dignità e importanza sociale che richiede preparazione e professionalità.”
“Un settore nel quale – ha detto invece il presidente della Comunità Rotaliana-Königsberg Gianluca Tait – grazie a questo progetto si sono create nuove occasioni lavorative in un momento di crisi economica, dando l'opportunità alle famiglie di trovare persone qualificate.”
L'iniziativa si è rivolta a donne e uomini di nazionalità italiana e di origine immigrata che si affacciavano al mercato del lavoro per la prima volta o che, a seguito della grave crisi economica ed occupazionale, intendevano convertire la propria professionalità guardando con interesse al settore del lavoro domestico. Il progetto ha inteso fra l'altro valorizzare le esperienze condotte in altri territori e relative all’integrazione sociale, culturale e lavorativa delle donne straniere.
Si è agito su tre fronti: in primo luogo, offrire formazione e accompagnamento al lavoro a quelle lavoratrici e a quei lavoratori, autoctoni o di origine immigrata, che hanno scelto di misurarsi con l’impiego domestico (“badante” o colf).
In secondo luogo, contribuire al processo di innovazione dell’offerta dei servizi di assistenza e cura rivolti alle famiglie. I bisogni socio-assistenziali espressi dalle famiglie sono, infatti, in continua evoluzione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo e chiedono risposte sempre più tempestive, personalizzate e flessibili. Soluzioni che necessitano di un’adeguata preparazione da parte delle famiglie che, al contrario, tendono a muoversi solo nell’urgenza.
In terzo luogo, si è voluto rafforzare le politiche di convivenza, stimolando la conoscenza reciproca fra le persone di origine immigrata che hanno aderito al progetto e la rete dei soggetti - istituzionali e non - che hanno preso parte attiva all'iniziativa.
Si è inoltre voluto affrontare il tema dell’occupazione femminile, con uno sguardo particolare al mondo delle donne immigrate che vivono spesso condizioni di solitudine e forte vulnerabilità sia nell’ambito delle relazioni familiari che in quelle lavorative.
Il progetto, in generale, ha posto al centro del percorso formativo la persona, offrendo relazioni che ne premiano gli interessi e le capacità; relazioni dalle quali trarre nuova autostima e nuove informazioni per lo sviluppo di un profilo lavorativo maturo.
Al fine di facilitare il raggiungimento e la diffusione dei risultati e la capitalizzazione dell’esperienza, i promotori del progetto, il Cinformi e la Comunità Rotaliana-Königsberg, hanno coinvolto nella realizzazione dell’iniziativa i soggetti locali che a vario titolo esprimono mission, esperienze e competenze professionali centrate sugli obiettivi del progetto.
L'iniziativa, con il coordinamento di Claudia Mammani, ha preso il via nel maggio 2014 con la definizione della rete dei partner, mentre fra settembre e dicembre si è svolta la formazione. Nel gennaio 2015 si sono tenuti invece gli incontri con le famiglie.
La fase dedicata allo svolgimento del percorso di sensibilizzazione/formazione al mestiere di colf/“badante” ha visto 82 ore di lezione tenute da 16 docenti e 10 moduli formativi divisi fra lezioni di teoria ed esercitazioni pratiche. Fra gli argomenti affrontati, la mobilitazione e la deambulazione dell'assistito, il pasto assistito, le problematiche legate alle demenza, prestazioni infermieristiche di base, interventi di pronto soccorso, cucina trentina, alimentazione in età avanzata, cura della persona. Diverse competenze, quindi, che arricchiscono e qualificano il profilo professionale delle persone che presteranno servizio nelle famiglie.
Hanno seguito la formazione 23 persone: 22 donne e un uomo. Fra le donne, 11 sono di origine immigrata e provengono da Albania, Romania, Perù, Brasile, Cuba, Algeria, Marocco, e Repubblica del Congo.
La fase del progetto dedicata all’incontro con la società e all’accompagnamento al lavoro delle persone partecipanti ha visto tre incontri di informazione e sensibilizzazione rivolti ai famigliari di persone bisognose di assistenza; un'occasione per creare un contatto diretto fra le famiglie e chi ha seguito il corso di formazione acquisendo qualificate competenze.
Il progetto ha consentito di raggiungere diversi obiettivi. Innanzitutto, offrire alle famiglie la possibilità di appoggiarsi con serenità e in sicurezza a persone preparate e qualificate per le loro necessità di assistenza. In secondo luogo, è stata offerta la possibilità di un aggiornamento professionale a persone non più giovani che non lavoravano ma che alla luce della crisi economica si sono affacciate al mercato occupazionale. Un’opportunità offerta anche a persone con esperienza lavorativa ma non più competitive in termini di conoscenze professionali. Infine, il progetto ha dato per la prima volta impulso all'implementazione di una efficace rete fra i diversi soggetti che in Rotaliana sono impegnati nel campo dell'assistenza, valorizzandone le professionalità; ciò consentirà di attivare nuovi servizi e partecipare alla costruzione di un “welfare di comunità” vicino alle famiglie e in sintonia con le esigenze degli anziani.
Sul piano occupazionale, cinque donne che hanno frequentato la formazione hanno già trovato il loro primo impiego, ma i nuovi servizi attivati dai partner del progetto consentiranno di offrire nuove opportunità a tutti i corsisti.

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(ultimo aggiornamento: 24/02/2015)

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