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Provincia Autonoma di Trento
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09/11/2015

“ACCORDO DI INTEGRAZIONE”, OLTRE 220MILA SOTTOSCRIZIONI

i dati forniti dal ministero dell’Interno

In provincia di Trento sono stati sottoscritti 2.045 “accordi” di integrazione alla data del 9 novembre 2015

Sono oltre 227mila, e per la precisione 227.414, gli “Accordi di integrazione” stipulati tra lo Stato italiano e i cittadini di origine straniera alla data del 9 novembre 2015. La maggior parte degli “accordi” sono stati sottoscritti a Roma, con circa 26mila stipule (oltre l'11% del totale); seguono Milano con oltre 24mila sottoscrizioni (poco meno dell'11%) e Torino con quasi 9mila accordi (quasi il 4% del totale). In provincia di Trento sono stati sottoscritti 2.045 Accordi di integrazione, mentre in Alto Adige sono 1.401 le sottoscrizioni. I dati sono stati forniti dal ministero dell’Interno.

L'“Accordo di integrazione”
L'Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato è stato introdotto nell’ordinamento italiano dal D.P.R. 14 settembre 2011, n.179, regolamento entrato in vigore il 10 marzo 2012. Da tale data, pertanto, gli stranieri, di età superiore ai 16 anni, che fanno ingresso nel territorio nazionale per la prima volta e richiedono un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, devono sottoscrivere tale accordo presso le Prefetture o le Questure. L’accordo è articolato per crediti, ha la durato di due anni ed è prorogabile di uno. In rappresentanza dello Stato è firmato dal Prefetto o da un suo delegato così da garantire l’impegno delle istituzioni a sostegno del processo di integrazione dello straniero attraverso ogni idonea iniziativa. Con sua la sottoscrizione invece lo straniero si impegna ad acquisire un livello adeguato di conoscenza della lingua italiana parlata (equivalente almeno al livello A2 di cui al quadro comune europeo di riferimento), una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica, della cultura civica e della vita civile in Italia (con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e degli obblighi fiscali) e, laddove presenti, a garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori. Per considerare adempiuto l’accordo, all’atto della verifica, lo straniero dovrà conseguire almeno trenta crediti che ricomprendano obbligatoriamente i suddetti livelli minimi di conoscenza della lingua italiana e della vita civile e sociale in Italia.
E’ redatto in duplice copia ed uno dei due originali è consegnato allo straniero nella lingua di origine ovvero, se ciò non fosse possibile, tradotto in lingua inglese, francese, spagnola, araba, cinese, albanese, russa o filippina, secondo le indicazioni dell'interessato.
All’atto della sottoscrizione vengono attribuiti allo straniero 16 crediti che corrispondono al livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed a conoscenze di base di formazione civica e le informazioni sulla vita civile in Italia e, al fine di favorire questo percorso di formazione, allo straniero viene fornita la possibilità di frequentare, entro 90 giorni dalla data della sottoscrizione, un corso gratuito di formazione civica della durata complessiva di 10 ore presso i Centri di Istruzione per gli Adulti (CPIA) o i Centri Territoriali Permanenti (CTP).
Un mese prima dello scadere del biennio – e dell’eventuale anno aggiuntivo di proroga- lo sportello unico della Prefettura competente avvia le procedure di verifica dell’accordo richiedendo allo straniero la documentazione necessaria ad ottenere il riconoscimento dei crediti o, in assenza della predetta documentazione, provvede ad accertare i livelli di conoscenza richiesti attraverso un apposito test svolto a cura dello sportello medesimo. In alcuni casi - come, ad esempio, l’aver commesso reato o gravi violazioni della legge - i crediti potranno anche esser decurtati e/o persi.
Se il numero di crediti finali sarà pari o superiore alla soglia di adempimento, fissata – come detto - in trenta crediti, è decretata l’estinzione dell’accordo per adempimento con rilascio del relativo attestato.

Links correlati:
La nota del ministero dell'Interno

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(ultimo aggiornamento: 10/11/2015)

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