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gommone in mare
13/03/2015

470 FRA MORTI E SCOMPARSI NEL MEDITERRANEO NEL 2015

i dati dall'Agenzia Onu per i rifugiati

L'Unhcr formula una serie di proposte per un nuovo approccio al tema dei richiedenti protezione internazionale

Dall’inizio del 2015 sono circa 470 le persone che hanno perso la vita o che sono scomparse nel Mar Mediterraneo, rispetto alle 15 dello stesso periodo dello scorso anno. Di fronte a questo tragico bilancio, l'Agenzia Onu per i rifugiati avanza una serie di proposte per un nuovo approccio al tema dei richiedenti protezione internazionale.
Innanzitutto l'istituzione di un’importante operazione di ricerca e soccorso europea nel Mar Mediterraneo, simile all’operazione italiana Mare Nostrum che si è conclusa lo scorso anno, e la realizzazione di un sistema europeo per compensare le perdite economiche subite dalle compagnie di navigazione coinvolte nel salvataggio in mare di persone in pericolo.
L'unhcr sollecita inoltre l'Unione Europea affinché esplori soluzioni per affrontare le difficoltà in cui incorrono i rifugiati una volta che arrivano in Europa, assicurando loro un sostegno adeguato ed evitando che alcuni paesi debbano assumersi la responsabilità in modo preponderante.
“Al momento – afferma l'Agenzia Onu – le persone in cerca di sicurezza in Europa arrivano per lo più in alcuni Stati alle frontiere esterne dell’Unione Europea mentre sono pochi altri i paesi, soprattutto Germania e Svezia, che ricevono il maggior numero di domande di asilo. Per far fronte a questo squilibrio, è necessaria più solidarietà intra-europea. Paesi come l'Italia e la Grecia dovrebbero essere sostenuti in modo che possano accogliere adeguatamente i richiedenti asilo ed esaminare le loro domande. Inoltre, l'Unhcr propone un progetto pilota che prevede il trasferimento in diversi paesi europei dei rifugiati siriani soccorsi in mare in Grecia e in Italia, sulla base di un sistema equo di distribuzione".


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(ultimo aggiornamento: 13/03/2015)

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