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18/07/2017

WELFARE FAMILIARE, LA FOTOGRAFIA DI ASSINDATCOLF

ecco l’identikit del lavoratore domestico

“Il ruolo dei lavoratori domestici diventa insostituibile per l’organizzazione familiare ma anche per il welfare pubblico”

È di nazionalità filippina e lavora mediamente 15 ore a settimana, con un netto di circa 7,5 euro l’ora ed uno stipendio mensile di poco inferiore ai 500 euro, che diventano 6.432 euro l’anno. È questo l’identikit della colf regolarmente assunta in servizio nelle case degli italiani che emerge dalla fotografia dell’osservatorio statistico di Assindatcolf. Sono state fatte alcune rilevazioni utilizzando dati reali riguardanti gli iscritti all'Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico. Rispetto all’assistenza familiare in regime di convivenza, i lavoratori più richiesti sono le persone dell’Europa dell’Est che mediamente lavorano 40 ore settimanali e guadagnano 1.030 euro al mese, ovvero 14.326 euro l’anno. La babysitter maggiormente richiesta in Italia è quella non in regime di convivenza, che mediamente accudisce bambini per 5 ore al giorno guadagnando poco meno di 800 euro al mese, ovvero circa 10mila euro l’anno .
“A fronte di un welfare pubblico che sta progressivamente razionalizzando i suoi servizi – spiegano i rappresentanti di Assindatcolf – il ruolo dei lavoratori domestici diventa insostituibile per l’organizzazione familiare ma anche per la tenuta sociale del sistema. Sulle famiglie italiane ricade, infatti, tutto il peso di questo modello, a partire da quello economico. Per invertire la tendenza – aggiunge Assindatcolf – è necessario introdurre nel campo delle agevolazioni fiscali la deduzione totale del costo del lavoro domestico, una misura che consentirebbe ai datori di risparmiare dai 2 ai 5mila euro l’anno ma anche di far emergere migliaia di lavoratori che oggi lavorano in nero”.

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La nota di Assindatcolf

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(ultimo aggiornamento: 18/07/2017)

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