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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

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19/03/2017

STRANIERI “ANTIDOTO” AL RISCHIO SPOPOLAMENTO

i risultati di un’analisi del Censis

Gli immigrati salvano dall'estinzione i comuni più piccoli e frenano il declino demografico nelle città più grandi

I cittadini stranieri “antidoto” al rischio spopolamento. In un'Italia in “declino” demografico con un numero di nati mai così basso dal 1861, ci sono 841 comuni in cui nell'ultimo quinquennio (2010-2015) la popolazione è cresciuta esclusivamente grazie agli immigrati. In questi comuni, che si trovano in ogni area del Paese e hanno dimensioni diverse, risiedono quasi 13,9 milioni di abitanti, ovvero il 23% della popolazione. È quanto emerge da un'analisi del Censis (Centro studi investimenti sociali) realizzata nell'ambito del programma “Fuori dal letargo: soluzioni per una buona crescita”.
Dallo studio risulta che non sono solo i comuni piccoli e medi ad aver beneficiato della presenza degli stranieri. Senza cittadini immigrati, negli ultimi cinque anni 51 dei 144 comuni italiani con più di 50.000 abitanti avrebbero sofferto di una contrazione demografica. Nel quinquennio a Bologna la popolazione cresce di 17.010 residenti, ma i cittadini italiani sono 596 in meno e gli stranieri 17.606 in più. A Torino si contano 16.209 residenti in più, come risultato di una crescita di 28.780 stranieri, e una diminuzione di 12.571 italiani. A Napoli i residenti aumentano di 11.413 unità, frutto di un incremento di 24.340 stranieri e di una diminuzione di 12.927 italiani.
Secondo l’analisi del Censis, c'è una categoria di comuni, quelli più isolati che distano almeno 75 chilometri dai poli urbani maggiori, che senza immigrati sarebbero a rischio di estinzione. In questi comuni “minori”, dove vivono più di 923.000 abitanti, negli ultimi cinque anni i residenti italiani sono diminuiti di oltre 10.000 unità, mentre gli stranieri sono cresciuti di oltre 13.700, garantendo così un saldo demografico positivo di 3.685 abitanti e quindi una crescita della popolazione dello 0,4%.
Fra questi comuni “minori”, che crescono esclusivamente grazie alla popolazione straniera, si trova Ischitella in provincia di Foggia, dove gli immigrati residenti sono 278, cresciuti del 186% nei cinque anni. Poi Sant'Arcangelo in Basilicata, dove vivono 370 migranti, aumentati del 94,7% dal 2010. Poi ancora alcune isole che sono meta di turisti: Ventotene, dove ci sono 91 stranieri su 739 residenti, Isola del Giglio, dove ci sono 129 stranieri su 1.442 residenti, e Pantelleria, con 549 stranieri su 7.701 abitanti.
Infine l’analisi del Censis parla anche del calo delle nascite di figli da genitori stranieri che si sta registrando da alcuni anni. Secondo il Censis, la popolazione straniera si sta “adattando” così al modello demografico italiano, fatto di pochi figli partoriti in età avanzata.
I dati evidenziano che si è passati dai 72.096 nati da entrambi i genitori stranieri del 2015 ai 61.000 stimati del 2016, con una riduzione del 15,3%, assai superiore a quella dei nati da donne italiane, fra le quali le nascite si sono ridotte del 2,4%. Il risultato è che il tasso di fecondità delle donne straniere negli ultimi cinque anni si è ridotto da 2,4 a 2,0 figli per donna e l'età media del primo parto è arrivata a 28,7 anni, più vicina ai 32,3 anni delle donne italiane.

Links correlati:
Il comunicato stampa del Censis

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(ultimo aggiornamento: 20/03/2017)

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