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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

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31/01/2017

NON SOLO PROFUGHI: L’ECONOMIA DEGLI IMMIGRATI

l’analisi della fondazione Leone Moressa

I costi sostenuti per gli stranieri residenti in Italia sono ampiamente compensati da tasse e contributi versati dagli stessi lavoratori migranti

Il saldo tra il gettito fiscale e contributivo degli immigrati in Italia e la spesa pubblica destinata all’immigrazione risulta ampiamente positivo a favore dello Stato. Lo afferma, in un articolo su “LaVoce.info”, la Fondazione Leone Moressa. I ricercatori della Fondazione affermano che i costi sostenuti dalla pubblica amministrazione per l’utenza immigrata (sanità, scuola, abitazioni, giustizia, ecc.) sono ampiamente compensati dalle tasse pagate e dai contributi versati dagli stessi lavoratori stranieri.
Considerando che le principali voci di spesa pubblica italiana sono sanità e pensioni - afferma la Fondazione Leone Moressa - appare chiaro come siano rivolte principalmente alla popolazione anziana, con una minore incidenza della componente straniera.
Sommando le diverse voci di uscita con destinatari migranti (sanità, scuola, servizi sociali, casa, giustizia, accoglienza e rimpatri e trasferimenti economici), per l’anno 2014 si arriva a 14,7 miliardi di euro, pari a circa l’1,8 per cento del totale della spesa pubblica italiana. In particolare, la spesa relativa all’accoglienza dei richiedenti asilo rientra all’interno della voce “ministero dell’Interno” (che include accoglienza, rimpatri e lotta all’irregolarità) e ammonta nel 2014 a 1 miliardo di euro, destinato ad aumentare a oltre 3 miliardi a seguito dell’aumento degli sbarchi nel 2015 e 2016.
Per quanto riguarda invece le entrate – aggiunge la Fondazione - le voci principali sono il gettito Irpef e i contributi previdenziali, che sommati alle altre voci minori di entrata (imposta sui consumi, carburanti, lotto e lotterie, permessi di soggiorno, acquisizioni di cittadinanza), consentono di ottenere un volume di 16,9 miliardi di euro, con un avanzo dunque positivo per lo Stato di 2,2 miliardi di euro

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L'articolo su LaVoce.info

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(ultimo aggiornamento: 31/01/2017)

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