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01/12/2017

FLUSSI MIGRATORI IN CALO IN ITALIA

da 527mila nel 2007 a 301mila nel 2016

I dati dallo studio Istat “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”

Negli ultimi dieci anni le migrazioni in Italia si sono ridotte del 43%, passando da 527mila nel 2007 a 301mila nel 2016. Le emigrazioni, invece, sono più che triplicate, passando da 51mila a 157mila. Il saldo migratorio netto con l’estero, pari a 143mila unità nel 2016, torna a risalire (+8%) dopo aver registrato il valore più basso nel 2015. Nel 2016 la popolazione residente è diminuita di 76mila unità; il calo riguarda esclusivamente i cittadini italiani con 97mila residenti in meno, mentre la popolazione straniera è aumentata di circa 21mila residenti. I dati emergono dallo studio Istat “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”, pubblicato a fine novembre 2017.
L’apporto della componente straniera della popolazione in Italia fornisce un contributo ampiamente positivo sia alla differenza tra nascite e decessi (+63mila), sia al saldo migratorio con l’estero (+220mila). Nel 2016, dei 301mila iscritti dall’estero, ben 263mila sono cittadini stranieri (87% del totale), provenienti da 181 Paesi differenti e con 185 diverse cittadinanze. Di essi, 97mila hanno un passaporto europeo (37%), 79mila cittadinanza africana (30%), 65mila sono cittadini asiatici (25%) e circa 23mila americani (8%).
La comunità romena resta la più numerosa tra i flussi di immigrazione, con 45mila iscritti alle anagrafi nel 2016. Seguono le comunità di cittadini pakistani, nigeriani e marocchini con 15mila iscritti ciascuna, i cittadini albanesi con 13mila e i cittadini cinesi con 12mila iscritti. Lo scorso anno sono aumentati gli ingressi di cittadini dell’Africa, in particolare della Guinea (+161%), della Costa D’Avorio (+73%), della Nigeria (+66%) e del Ghana (+37%). Sono in calo invece le migrazioni dei cittadini di area asiatica: cingalesi (-18%), cinesi (-17%), bengalesi (-14%) e indiani (-11%).
Le emigrazioni fra la popolazione sono sempre in crescita, raggiungendo 157mila unità nel 2016, dovute soprattutto alle cancellazioni di cittadini italiani dalle anagrafi. Le principali mete di destinazione per gli emigrati di cittadinanza italiana si confermano il Regno Unito (21,6%), la Germania (16,5%), la Svizzera (9,9%) e la Francia (9,5%).
Dopo tre anni di calo tornano a crescere i trasferimenti di residenza interni al territorio nazionale, che lo scorso anno hanno coinvolto 1 milione 331mila persone, ovvero il 4% in più rispetto al 2015. All'aumento dei trasferimenti di residenza interni contribuiscono anche i cittadini stranieri: i loro spostamenti sono stati in tutto 230mila, circa 27mila in più rispetto al 2015.

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La nota dell’Istat

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(ultimo aggiornamento: 30/11/2017)

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