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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

Provincia Autonoma di Trento
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donna con bambino

GRAVIDANZA E MATERNITÀ

Diritti e tutela delle donne immigrate

La donna immigrata che lavora gode degli stessi diritti di una lavoratrice italiana in tema di maternità, la cui tutela è regolata in base al tipo di lavoro. La donna immigrata irregolare può usufruire delle cure essenziali in forma gratuita e avere un permesso di soggiorno per cure mediche.

La donna immigrata irregolare

· può chiedere il permesso di soggiorno per motivi di salute, per il periodo della gravidanza e per sei mesi successivi alla nascita del bambino.

· ha diritto alle cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o in ogni modo essenziali, ancorché continuative in forma gratuita durante la gravidanza e il parto presso gli ospedali del Servizio sanitario nazionale a parità di trattamento con le cittadine italiane.

· il permesso di soggiorno per cure mediche non consente il cambiamento del motivo del soggiorno, né autorizza a svolgere alcuna attività lavorativa.

La lavoratrice con contratto subordinato

  • ha diritto al congedo di maternità

  • può chiedere anche il congedo parentale

  • ha diritto dopo la nascita del bambino a due ore di riposo al giorno per allattamento se lavora almeno sei ore al giorno e ha diritto anche a permessi per malattia del bambino

  • non può essere licenziata dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino, salvo per giusta causa

La collaboratrice domestica

  • ha diritto al congedo di maternità

  • per avere diritto all’indennità di maternità deve avere almeno sei mesi di contributi settimanali nell’anno precedente o in alternativa un anno di contributi nel biennio antecedente l’inizio del periodo di astensione.

  • Se la gravidanza è iniziata all’interno del rapporto di lavoro non può essere licenziata fino al 3° mese dopo il parto.

Presso tutti gli ospedali pubblici la donna immigrata può ricoverarsi in anonimato e anche decidere di non riconoscere il bambino, la rinuncia al bambino potrà essere fatta sia al momento del ricovero che al momento del parto. Il bambino otterrà tutte le cure necessarie dagli operatori sanitari e specialisti fin quando non verrà adottato.

La donna immigrata con figli, senza lavoro o comunque con reddito basso, può richiedere un assegno di maternità, ma deve essere in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo Ce (excarta di soggiorno).

La domanda di concessione dell’assegno va presentata al Servizio socio-assistenziale presso la sede del Comprensorio o Comune entro 6 mesi dalla nascita o dall’ingresso del minore nella famiglia del richiedente a seguito di affidamento preadottivo o di adozione senza affidamento.


Links correlati:
La guida dell'Inps
La guida dell'Inail

(ultimo aggiornamento: 13/09/2009)

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