salta navigazione

Area riservata
character » riduci carattere ripristina dimensione iniziale carattere aumenta carattere

CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione

Provincia Autonoma di Trento
Sei qui: Home > Cultura > Storia del Trentino

STORIA DEL TRENTINO

Breve viaggio nella storia del Trentino, dalla preistoria all’età romana, dal Rinascimento allo Statuto d'autonomia.

La storia del territorio trentino può cominciare dai primi ritrovamenti preistorici databili tra i 9000 e i 4500 anni prima di Cristo. Ma la storia della comunità trentina si può dire acquisti una fisionomia più definita solo in seguito al radicarsi del cristianesimo nelle sue valli. Infatti, neanche l'appartenenza all'Impero romano in qualità di provincia ne aveva favorito una precisa identità.

La nuova religione mise radici all'epoca del vescovo Vigilio e dei tre martiri anauniensi a cavallo fra il IV e il V secolo. Le dominazioni dei Goti, dei Longobardi e dei Franchi nel giro di circa tre secoli conferirono al Trentino un'eterogeneità culturale unica per quel periodo. La trasformazione in Marca tridentina, nel 774, e il successivo incorporamento nel Sacro Romano Impero Germanico ai tempi dell'imperatore Ottone I, consentì al Trentino di acquistare il fondamento necessario per la costituzione, agli albori dell'anno 1000, di un'istituzione che dominerà e segnerà la sua storia per più di 800 anni: il Principato vescovile.

Infatti, nel 1004 e nel 1027, i vescovo Udalrico I ed Udalrico II ricevettero rispettivamente dagli imperatori Enrico II e Corrado II il Salico, la dignità di principe connessa all'esercizio del potere vescovile, comportante il governo di un territorio indipendente da ogni altro potere. Il conseguimento dell'autorità temporale, in aggiunta a quella spirituale, faceva del vescovo di Trento una figura dotata di un carisma e di un potere politico davvero unico. Alcuni possidenti terrieri eredi di titoli nobiliari, si ersero prima a protettori, prendendo a pretesto il secolare istituto franco dell'"avvocazia" sul potere spirituale, e assai presto ad usurpatori dell'autorità vescovile. Trascorso un breve tempo di particolare splendore - va ricordata la costruzione del Duomo di Trento - con il vescovo Federico di Vanga (1207 - 1218), gli anni della successiva epoca medievale furono costellati di episodi gravemente persecutori nei confronti dei vescovi, perpetrati dai conti Mainardi del Tirolo e dai duchi d'Austria loro eredi, i quali costrinsero sovente i presuli trentini alla prigionia o all'allontanamento forzato.

Nel 1363 una serie di accordi denominati "compattate", stipulati tra i duchi d'Austria e il principe - vescovo, pur esautorando fortemente le funzioni di quest'ultimo, ne consentirono una pacifica sopravvivenza. Il cosiddetto "Libello del 1511", tra l'imperatore Massimiliano I e il vescovo Giorgio Neideck, rafforzò il principato, consentendo a figure come Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, personaggi chiave del Rinascimento trentino, di poter preparare e gestire il grande evento della storia tridentina: il Concilio di Trento.

Inaugurato nel 1545 e conclusosi nel 1563 tra innumerevoli interruzioni, il Concilio divenne tappa fondamentale delle relazioni fra cattolici e protestanti e spartiacque politico e culturale dell'Europa. L'applicazione delle disposizioni conciliari nel Principato diedero vita ad un'organizzata comunità ecclesiale, con una componente dogmatica molto accentuata, votata ad estirpare ogni accenno di movimento ereticale, compresa la stregoneria. Il clamore suscitato dal dilagare di questo crudele atteggiamento inquisitorio aprì la strada, nel '700, alla speculazione illuminista anche nei principati vescovili che, come Trento, gravitavano nella sfera di influenza di casa d'Austria.

Con Maria Teresa d'Austria e con suo figlio Giuseppe II il Trentino affrontò al pari delle altre terre asburgiche un'età densa di mutamenti che doveva poi portare, attraverso la Rivoluzione francese e gli sconvolgimenti dell'epoca napoleonica, alla caduta dell'antico regime europeo. I principati ecclesiastici dell'impero romano-germanico, tra cui quello di Trento, e la stessa compagine imperiale non sopravvissero a tali eventi.

Infatti dopo una breve parentesi di dominazione francese, nel 1803, con l'occupazione del Trentino da parte delle truppe austriache, lo stesso principato vescovile cessò di esistere: l'autorità ecclesiale perse privilegi e ricchezze, che vennero "secolarizzate", cioè trasferite all'autorità civile. Il Trentino conobbe negli anni successivi diverse dominazioni: quella bavarese (sotto la quale si registra la celebre rivolta di Andreas Hofer, soffocata nel sangue), quella italiana, di nuovo l'austriaca.

L'atto finale del congresso di Vienna del 9 giugno 1815 sanciva definitivamente il rientro del Tirolo e degli ex principati vescovili di Trento e Bressanone nei possedimenti asburgici.

Nel 1848 il moto rivoluzionario, partito dalla Francia, aveva fatto emergere anche nel Trentino motivi di disagio nei confronti della Dieta tirolese e del governo di Vienna. La successiva repressione austro-ungarica segnò profondamente gli eventi politici dell'Ottocento e generò un movimento patriottico fra i trentini, l'irredentismo, il più famoso interprete del quale fu Cesare Battisti, che verrà condannato a morte e giustiziato dagli austriaci nel 1916.

In seguito all'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 contro l'arciduca Francesco Ferdinando, con la dichiarazione di guerra alla Serbia dell'Impero austro-ungarico scattava la rete delle alleanze, che darà da subito al conflitto dimensioni europee.

Quando anche l'Italia entrò in guerra, sulle montagne si aprì il "fronte trentino" ed ebbe così inizio il dramma delle popolazioni colpite, travolte e disperse nel corso di tre anni destinati a lasciare sul territorio distruzioni immani. Inoltre dal Tirolo vennero inviati al fronte all'incirca 60.000 trentini.

Nel 1918, con il crollo degli imperi centrali, la guerra finì e le truppe italiane poterono entrare a Trento il 4 novembre. Benchè annessi ormai all'Italia, le aspirazioni autonomiste dei trentini subirono un ridimensionamento durante gli anni del fascismo e della seconda guerra mondiale, che fu particolarmente pesante per il Trentino, costretto a pagare un tributo molto alto in termini di deportazioni e di bombardamenti aerei.

Le istanze autonomistiche riprenderanno a farsi sentire alla conclusione delle ostilità, e nel gennaio del 1948 si arrivò ad approvare lo Statuto per la Regione Trentino Alto Adige, grazie all'accordo raggiunto a Parigi fra i ministri degli esteri italiano ed a ustriaco, Degasperi e Gruber. Pochi anni più tardi nel 1972, tuttavia, a seguito di forti tensioni tra il gruppo etnico trentino e quello sud - tirolese, si arrivò all'approvazione di due statuti amministrativi speciali e distinti per la provincia di Trento e quella di Bolzano.

(ultimo aggiornamento: 28/08/2009)

credits | copyright e policy
Provincia Autonoma di Trento

©2007

Provincia Autonoma di Trento

pagine a cura del CINFORMI


38121 Trento (Italy)

via Lunelli, 4

tel +39 0461 491888

fax +39 0461 491899