Nella premessa il testo rafforza l’obiettivo di “riconoscere i veri bisogni delle persone e delle famiglie, i bisogni più tradizionali ma anche quelli più nuovi e, dunque, difficili da cogliere”.
Le parole chiave del nuovo Piano sono le seguenti: informazione, accoglienza, ascolto, formazione, multiculturalità, sussidiarietà, dialogo, identità.
Alcuni degli obiettivi che si intendono raggiungere sono in particolare: favorire l’ascolto tra istituzioni, enti, associazioni, migrantes e autoctoni, allo scopo di sviluppare relazioni positive tra i diversi attori e di raccogliere e diffondere utili suggerimenti per sostenere la convivenza; ricercare e studiare modalità di relazione tra le culture presenti in Trentino allo scopo di individuare e acquisire regole e valori comuni, pur nel rispetto della differenza, attraverso incontri e dibattiti tra i diversi soggetti portatori di interesse; favorire il dialogo tra le diverse culture, identità e religioni consente l’individuazione di punti di incontro che possano stimolare ulteriormente la comunicazione a diversi livelli, per superare reciproche diffidenze e paure infondate.
Dal punto di vista del metodo si intende attuare il Piano convivenza lavorando in modo integrato con il territorio per permettere di stabilire maggiore coerenza tra gli interventi pubblici e i progetti del privato sociale.
Sul versante operativo l'attuazione del Piano è demandato al Cinformi (Centro informativo per l’immigrazione) del Servizio politiche sociali e abitative della Provincia autonoma di Trento.
(ultimo aggiornamento: 08/02/2011)