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Provincia Autonoma di Trento
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i 12 giovani del servizio civile

EMERGENZA ACCOGLIENZA

Un progetto di servizio civile della Provincia autonoma di Trento

Il progetto “Emergenza Accoglienza” del servizio civile della Provincia autonoma di Trento nasce per dare una risposta adeguata ai servizi di accoglienza solidale dei profughi provenienti dall’Africa del Nord in seguito ai recenti conflitti. Il progetto coinvolge 12 giovani volontari del servizio civile per un anno.

Il progetto “Emergenza Accoglienza” nasce per dare una risposta adeguata ai servizi di accoglienza solidale dei profughi provenienti dall’Africa del Nord in seguito ai recenti conflitti; il Trentino che normalmente si trova ad accogliere un flusso di circa 30 rifugiati / richiedenti asilo all’anno, deve fronteggiare un’emergenza che in meno di un mese ha visto giungere più di un centinaio di rifugiati che manifestano difficoltà e necessità di vario genere:
- di comunicazione con le istituzioni, sia per differenze linguistiche che culturali;
- di migliorare il loro inserimento nella comunità trentina con programmi di accoglienza, valorizzazione della cultura di origine, progetti didattici di avvicinamento alla lingua italiana;
- spaesamento culturale, territoriale, ambientale;
- lontananza dal paese di origine e dalle famiglie; - possibili problemi di salute legati alla diaspora in mare;
L’amministrazione provinciale, la rete associativa e la popolazione trentina si sono attivati con spirito solidale per mettere in campo adeguate misure per fronteggiare questa emergenza. Tuttavia, le dimensioni del fenomeno, che si protrarrà nel tempo, e la molteplicità e complessità delle attività richiedono l’approntamento di adeguati strumenti specifici che garantiscano intervento su due principali ambiti:
- accompagnamento dei rifugiati nelle procedure amministrative e presso i servizi; - supporto dei rifugiati nelle fasi di insediamento territoriale in particolare per favorire la costruzione di reti relazionali positive con le istituzioni, con il mondo dell’associazionismo e del volontariato.

In sintesi gli obiettivi del progetto sono:
1) facilitare la comunicazione tra i profughi le istituzioni;
2) facilitare l’inserimento in alloggi di prima accoglienza o di semiautonomia;
3) accompagnamento ai servizi socio-sanitari;
4) assistenza alle procedure per la domanda di asilo;
5) favorire l’integrazione dei profughi sui territori;
6) favorire la conoscenza, la comprensione ed il rispetto di culture e strutture di pensiero diverse;
7) superare le barriere degli stereotipi e dei retaggi culturali, per far acquisire dei vissuti valoriali riferiti al pluralismo e alla valorizzazione delle differenze.

I Risultati attesi:
1) adattamento alla nuova vita e recupero di qualità esistenziale;
2) capacità di espressione elementare in lingua italiana e in lingua inglese;
3) conoscenza del territorio;
4) conoscenza reciproca tra profughi e popolazione locale di tradizioni, leggende, racconti e storie anche personali;
5) raccolta, sistematizzazione e valorizzazione delle storie personali, anche in forma editoriale;
6) tutte le componenti coinvolte si formeranno in un approccio di educazione/animazione multiculturale;
7) raccolta, condivisione e dimensionamento delle opinioni idee, dubbi e timori reciproci rispetto al fenomeno ed al nuovo inserimento territoriale.

Il progetto si articola in due ambiti distinti:

  • il primo prevede le attività di ingresso e socializzazione con una realtà strutturata ed organizzata, lontana dal vissuto dei profughi. In questo ambito si attivano le iniziative di introduzione ai servizi socio-sanitari e abitativi, e le procedure di richiesta di regolarizzazione o di domanda di asilo.
  • il secondo prevede l’organizzazione e la gestione di una rete di relazioni territoriali per favorire l’integrazione e la convivenza solidale.

Azioni attuate con il coinvolgimento dei giovani in Servizio Civile

  • il primo ambito prevede l’accompagnamento , anche fisico presso le strutture e gli sportelli specifici, la mediazione linguistica e l’attivazione nelle procedure amministrative e burocratiche.
  • il secondo ambito prevede l’attivazione di:

1) attività creative, didattiche per i profughi;
2) corsi di avvicinamento alla lingua italiana;
3) di una rete di relazioni con enti ed associazioni sul territorio per favorire:

  • incontri con gruppi ed associazioni giovanili attivi sui territori;
  • incontri con le associazione di migranti che si occupano di solidarietà e promozione sociale;

4) visite di conoscenza del territorio;
5) raccolta di documentazione di esperienze e vissuti personali, di tradizioni, miti, leggende;
6) attività creative ed espressive per favorire la comunicazione e l’integrazione culturale;
7) raccolta e conseguente analisi di proposte, esperienze ed iniziative rivolte alla produzione e raccolta di idee, suggerimenti, innovazioni;
8) punto di ascolto per i dubbi e le paure della collettività.


(ultimo aggiornamento: 02/08/2011)

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