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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione
Provincia Autonoma di Trento
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MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI

Definizione degli ambiti di intervento. Criteri e modalità per l'erogazione di contributi per le attività a favore degli immigrati non comunitari e delle loro famiglie.

1) Definizione degli ambiti di intervento per l'anno 2009 (del. 1581 dd. 27/07/2007)

A) FAMIGLIE

Premesso che vanno pensate politiche finalizzate a creare a livello locale azioni di accompagnamento, sia di tipo informativo che di tipo psico-sociale sul versante delle famiglie straniere: infatti le azioni a livello locale sono essenziali poiché è il locale lo spazio in cui si definiscono le diverse pratiche del ricongiungimento e in cui viene reinterpretato il mandato normativo da parte degli operatori delle istituzioni. La complessità, ma anche la potenzialità dell’istituto del ricongiungimento richiede forme di politiche attive finalizzate a rendere meno complesso e aleatorio da un punto di vista burocratico tale istituto, ma anche politiche di sostegno e di accompagnamento specialmente nelle fasi critiche del progetto e dell’attivazione del ricongiungimento. A questo proposito gli ambiti di intervento individuati sono:

a1) attività a sostegno dei partner (sia maschi che femmine) affinché comprendano cosa comporta il ricongiungimento, sia nelle fasi “critiche” del progetto che nell’attivazione del ricongiungimento e nella sua concreta realizzazione;

a2) azioni finalizzate alla consulenza psico-sociale per fronteggiare le possibili sfide conseguenti alla necessità di muoversi in un nuovo contesto e di affrontare nuove responsabilità genitoriali derivate dalla migrazione;

a3) azioni informative circa i diritti e i doveri della famiglia ricongiunta e attività di orientamento all’uso dei servizi e delle risorse del territorio locale.

B) MINORI

Premesso che spesso i minori stranieri si trovano a cavallo tra la cultura dei genitori e quella del paese di accoglienza e vivono, quindi, tutte le contraddizioni dell'incontro tra culture, senza poterne godere i vantaggi. Premesso ancora che vanno pensati servizi, risorse educative e del tempo libero e spazi di aggregazione che valorizzino le risorse dei minori e degli adolescenti migranti, nonché che prevengano disagi e fenomeni di isolamento nei gruppi dei pari. Considerato anche che l’ottica complessiva di progettazione e realizzazione delle attività dovrebbe essere quella del rafforzamento dei processi partecipativi, delle contaminazioni e degli scambi, e sono dunque raccomandabili progetti interculturali dove tutti sono chiamati in causa come interlocutori attivi, ragazzi stranieri e giovani italiani. A questo proposito gli ambiti di intervento individuati sono:

b1) implementazione dei centri di aggregazione territoriali, aperti ad adolescenti e giovani immigrati ed italiani nell’orario post-scolastico, aventi l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale e rafforzare una positiva percezione di sé e della propria identità culturale, in particolare attraverso la proposta di riferimenti positivi appartenenti al mondo dell’immigrazione;

b2) attività a supporto della scuola con l’obiettivo di evitare il rafforzamento di meccanismi di trasmissione degli svantaggi dalla prima alla seconda generazione.

C) DONNE

Premesso che le donne immigrate si trovano spesso ad affrontare l’isolamento, la mancanza di informazioni, la difficoltà ad orientarsi nella vita sociale italiana e che dunque si deve rispondere in modo continuativo alla loro costante richiesta di informazioni molteplici (sull’iscrizione dei bambini al nido e alla scuola, sul funzionamento delle istituzioni scolastiche, sui servizi sanitari, sui percorsi di formazione, sulle modalità di ricerca del lavoro). Premesso che vanno anche rafforzate le opportunità di aggregazione delle donne, per favorire i contatti tra le donne stesse e sostenerle nelle difficoltà legate al momento della maternità e alla gestione dei figli in condizioni di scarse risorse umane e materiali. Considerato inoltre che da questi incontri potrebbero nascere relazioni di conoscenza e di mutuo aiuto, fondamentali per il benessere soggettivo delle donne, dovendo far fronte al senso di perdita della rete di relazioni e di scambi tra donne che caratterizzava la loro vita nel Paese d’origine. A questo proposito gli ambiti di intervento individuati sono:

c1) prevedere presso i centri per le famiglie dei momenti dedicati alle donne immigrate, in cui vengano offerte risposte ai problemi di solitudine e di isolamento delle madri, mettendo a disposizione delle stesse un luogo dove sia possibile affidare ad altre i bambini più piccoli, concedendo così qualche ora a se stesse.

D) GENERALITÀ CITTADINI

Premesso che la conoscenza della lingua italiana rappresenta un passaggio essenziale per garantire un positivo processo di integrazione del cittadino straniero nella comunità di accoglienza, e risulta di importanza strategica sostenere iniziative per l’apprendimento della lingua seconda che prevedano anche la possibilità di una certificazione ufficiale delle competenze linguistiche acquisite nonché la realizzazione di iniziative che possano favorire la conoscenza dell’educazione civica. Considerato inoltre che altrettanto importante risulta l’avvicinamento, la scoperta e il confronto con la cultura italiana per dare strumenti di cittadinanza attiva anche ai migranti. A questo proposito gli ambiti di intervento individuati sono:

d1) favorire l’apprendimento della lingua italiana per sviluppare relazioni positive e di reciproca conoscenza nella comunità locale, prevedendo anche momenti di formazione alla cittadinanza, dedicati ai valori costituzionali e alle forme istituzionali e politico-giuridiche nella convivenza societaria italiana, promuovendo così l’apprendimento e discussione comuni relativamente alle basi dei diritti e doveri e alle istituzioni centrali del sistema in cui ci si trova a vivere.

E) OPERATORI

Premesso che, data la dinamicità e la complessità delle caratteristiche dei flussi migratori, i servizi territoriali si trovano ad affrontare nuove sfide e che risultano dunque cruciali da una parte servizi il più possibile flessibili e semplificati nel loro funzionamento, secondo una logica di rete e di flessibilità mentale e organizzativa, dall’altra contributi formativi sistematici e continuativi.

Premesso inoltre che risulta strategico affinare la capacità delle organizzazioni nel fornire soluzioni gestionali in grado di rispondere più efficacemente alle specificità di un’utenza multiculturale, per altro non rimanendo ancorate alla sola gestione delle situazioni di emergenza.

Considerato che il tentativo è di andare oltre la presenza di strutture dedicate agli stranieri, sforzandosi di adeguare un servizio per tutti e strutturando una rete partecipata tra servizi che permetta di apprezzare e valorizzare le esperienze e gli interventi promossi a livello locale. A questo proposito gli ambiti di intervento individuati sono:

e1) organizzare azioni formative dedicate alla riqualificazione per operatori dei servizi già dislocati sul territorio, per facilitare tra gli operatori stessi la comprensione di punti di vista diversi e nuovi bisogni che si affacciano sulla società e con l’obiettivo di attrezzare gli operatori con strumenti interpretativi adeguati e dunque di indurre i servizi a dedicare sufficiente attenzione allo studio delle singole situazioni e alle specificità degli immigrati, onde evitare l’adozione “automatica” delle pratiche finora seguite per i casi italiani;

e2) creare uno spazio all’interno dei servizi che affronti non solo i bisogni materiali degli immigrati, ma che sia capace di creare un clima di confidenza e far emergere problematiche più profonde e dunque sia in grado di rispondere a bisogni di sostegno psicologico e di socializzazione;

e3) promuovere l’organizzazione di corsi di formazione, ispirati a criteri di convivenza in una società multiculturale e di prevenzione di comportamenti discriminatori, xenofobi o razzisti, destinati anche ad operatori pubblici e privati che hanno rapporti abituali con stranieri o che esercitano competenze rilevanti in materia di immigrazione.

2. Definizione delle spese ammissibili e determinazione dei contributi.

Comma 1)

Per la gestione dell'attività sono ammissibili ai fini dell’istruttoria, purché previste nella documentazione di cui alle lettere b) e c) del comma 2) del precedente punto "2. Modalità di presentazione delle domande", le spese sotto specificate e nei limiti massimi indicati:

a) spese per la sede (quali, ad esempio, affitto, condominiali, manutenzione ordinaria, riscaldamento, luce, acqua, gas, pulizie, telefonia fissa) purché non ubicata in locali adibiti a casa di abitazione o sue pertinenze:

- spesa massima ammissibile Euro 25.000,00 se la sede risulta indispensabile come luogo deputato allo svolgimento dell’attività ammessa a contributo;

- spesa massima ammissibile Euro 10.000,00 se la sede risulta necessaria solo come ufficio amministrativo per l’organizzazione dell’attività ammessa a contributo;

b) spese per personale dipendente (ivi compresi gli oneri riflessi e l’accantonamento annuo per il TFR, esclusa la rivalutazione): spesa massima ammissibile Euro 25.000,00;

c) spese per consulenze e collaborazioni esterne compresi compensi e rimborsi spese sostenute e documentate per la gestione contabile-amministrativa, per prestazioni socio-educative: spesa massima ammissibile Euro 10.000,00;

d) spese per stampa e distribuzione di materiale informativo di propria produzione inerenti le attività ammesse a contributo: spesa massima ammissibile Euro 2.000,00;

e) rimborso spese sostenute dal personale dipendente e dai soci volontari per la realizzazione dell'attività ammessa a contributo (ivi compresi i rimborsi chilometrici derivanti dall'utilizzo del proprio automezzo nell’ambito del territorio provinciale): spesa massima ammissibile Euro 3.500,00;

f) spese postali, valori bollati, di cancelleria, materiale didattico e manutenzione macchine d'ufficio: spesa massima ammissibile Euro 3.500,00;

g) spese per abbonamenti a riviste e giornali e per l'acquisto di pubblicazioni inerenti l'attività ammessa a contributo: spesa massima ammissibile Euro 2.000,00;

h) spese di assicurazione inerenti la sede e l'attività ammessa a contributo (ivi compresi gli eventuali automezzi di proprietà dell'organismo richiedente): spesa massima ammissibile Euro 2.000,00.

Comma 2)

Sono ammissibili, inoltre, ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera b), della legge provinciale n. 13 del 1990, nella misura massima di Euro 8.000,00, le spese per l'acquisto di arredi ad attrezzature ed altri beni mobili durevoli finalizzati all'esercizio dell'attività purché previste nella documentazione di cui alle lettere b) e c) del comma 2) del precedente punto "2. Modalità di presentazione delle domande".

Comma 3)

La misura del contributo complessivo, determinato sulla base delle specificazioni di cui ai precedenti commi 1) e 2), sarà pari all’80% della spesa ammessa e verrà comunque determinata di volta in volta con riferimento alle voci di spesa ammissibili, valutata la congruità degli importi esposti in relazione all’attività proposta per il conseguimento degli obiettivi della legge provinciale n. 13 del 1990 ed in relazione alle risorse complessivamente disponibili.

Resta inteso che l’ammontare del contributo complessivo non potrà essere superiore all'ammontare del disavanzo risultante dal piano finanziario e comunque l'importo annuo del contributo attribuito a ciascun organismo ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera a), della legge provinciale n. 13 del 1990, non potrà essere superiore a Euro 45.000,00.

3. Criteri di valutazione delle domande e redazione della graduatoria

Comma 1)

Le domande ammissibili sono valutate in relazione ai seguenti parametri:

a) Coerenza con gli ambiti di intervento definiti dalla giunta provinciale da 1 (minimo) a 20 (pieno)

b) Qualità delle iniziative analoghe realizzate in passato da 0 a 11

c) Grado e precisione di definizione operativa nella presentazione da 0 a 5

d) Grado di innovatività dell’attività da 0 a 5

e) Grado di collaborazione operativa sostanziale con altri soggetti pubblici e privati

-1 (carente) 0 (normale) 1 (buona)

f) Grado di collaborazione operativa sostanziale con personale volontario

-1 (carente) 0 (normale) 1 (buona)

g) Grado di impostazione organizzativa e amministrativa (sulla base dei finanziamenti precedenti)

-1 (carente) 0 (normale) 1 (buona)

h) Grado di affidabilità programmatoria (rapporto preventivo / consuntivo riferito alle iniziative finanziate in passato)

-1 (carente) 0 (normale) 1 (alta)

i) Offerta in zone carenti

0 (Trento e Rovereto) 1 (asta dell'Adige e centri di valle) 2 (altri comuni)

l) Grado di autofinanziamento (rapporto percentuale tra entrate diverse dal contributo richiesto e costi esposti in domanda)

0 (= 20%) 1 (> 20% ≤ 40%) 2 (> 40% ≤ 60%) 3 (> 60%)

Comma 2)

Ai singoli parametri di cui al comma 1) viene assegnato un valore facendo riferimento ai dati contenuti nella domanda e ai dati di archivio. La somma dei singoli valori assegnati determina il punteggio generale attribuito a ogni domanda.

Comma 3)

Verrà redatta una graduatoria delle domande in base al punteggio generale realizzato, le quali otterranno un contributo nei limiti di cui al precedente punto e delle risorse rese complessivamente disponibili e determinate dal Servizio competente.

Comma 4)

La valutazione e la graduatoria delle domande è effettuata dal dirigente del Servizio competente che può avvalersi del parere di esperti.

4. Termini per l’avvio e il completamento dell’attività

Comma 1)

I termini per l’avvio e il completamento dell’attività, indicati dal beneficiario nella domanda di richiesta di contributo, sono determinati dal dirigente del Servizio competente nell’atto di concessione del contributo.

Comma 2)

L’arco temporale entro il quale il beneficiario può proporre l’avvio e il completamento dell’attività è quello che va dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento della richiesta di finanziamento.

Comma 3)

Entro cinque giorni dall’avvio dell’attività oggetto di richiesta del contributo, il beneficiario deve darne comunicazione scritta al Servizio competente, anche se non ancora concluso l’iter amministrativo per il finanziamento della richiesta stessa, al fine di certificare, salvo prova contraria, la data effettiva di avvio e di conclusione dell’attività.

Comma 4)

Il beneficiario ha la possibilità di avviare l’attività entro trenta giorni dalla data di comunicazione del Servizio competente di avvenuta concessione del contributo e, conseguentemente, di poter posticipare la conclusione dell’attività per un analogo periodo, salvo il termine ultimo del 31 dicembre.

Comma 5)

Il beneficiario, oltre a quanto previsto nel comma precedente, può chiedere una sola volta la proroga per ogni singolo termine per fatti non imputabili al beneficiario stesso che dovrà eventualmente essere concessa con determinazione del dirigente del Servizio competente.

Comma 6)

Per i casi previsti ai commi 4) e 5), tenendo in considerazione la data di comunicazione di cui al comma 3) di avvio dell’attività, si procederà all’eventuale riduzione in proporzione del finanziamento già concesso e al recupero delle somme eventualmente erogate in eccesso.

Comma 7)

L’inosservanza dei termini di cui al comma 1), ed eventualmente di quelli di cui ai commi 4) e comma 5), comporterà la revoca degli impegni di spesa e il recupero delle somme eventualmente erogate.

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(ultimo aggiornamento: 13/10/2009)

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