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il locale di Aldo

IL RACCONTO DI ALDO

Aldo arriva dal Marocco e secondo lui, con impegno professionale, forza di volontà e un pizzico di fortuna si può riuscire ad avere le stesse opportunità di affermazione di chiunque altro.

Ha adottato il nome Aldo in Italia dove vive dal lontano 1988. Venuto dalla Francia per vedere il festival di Sanremo, il giovane marocchino è stato molto attratto dal bel paese e ha deciso di costruirsi un futuro in terra italiana. In Francia, Aldo era andato per studiare ingegneria tessile perché nel suo paese natale, cioè nel Marocco, aveva la promessa di un posto di lavoro nella stessa fabbrica della città Fes, dove lavorava suo padre. Ma il giovane non è mai tornato nel paese d’origine se non per trovare i suoi famigliari. Dopo aver passato due anni in Francia fra studio e lavoro si è trasferito in Italia: "quello che mi ha spinto a restare in Italia sono state la simpatia della gente e la lingua che mi è piaciuta subito. Dopo aver girato e conosciuto un po’ il bel paese e dopo aver speso i soldi con i quali ero venuto dalla Francia, ho dovuto far qualcosa; mi sono quindi informato su come avrei potuto frequentare la scuola alberghiera in Italia, in quanto questo mestiere l’avevo già iniziato in Francia in un locale di specialità marocchine. Se volevo proseguire in quest’ambito, tuttavia, dovevo frequentare la scuola alberghiera italiana, anche perché locali tipici marocchini ce ne sono proprio pochissimi qua". La scuola alberghiera l’ha frequentato a Latina e nel 1990 si è trasferito a Bolzano, dove -come afferma Aldo- ha iniziato l’avventura nel nord d’Italia. Ha dormito nei campi di mele e ha girato parte del Trentino a piedi alla ricerca di un lavoro nei ristoranti trentini. Questi però sono vecchi ricordi ai quali nel tempo se ne sono aggiunti altri, come quando ha salvato due anziani da un incidente stradale o quando è riuscito ad avere parte della famiglia vicino. Cameriere e responsabile di sala per tanti anni, Aldo ha capito che con impegno professionale, forza di volontà e un pizzico di fortuna riesce ad avere le stesse opportunità di affermazione di chiunque altro. "Una volta che hai fatto il primo passo o hai trovato chi ti aiuta a iniziare, le opportunità diventano uguali. Non credo che un datore di lavoro preferirebbe una persona che non è all’altezza al posto di uno straniero bravo solo perché quella persona è italiana". Dal mese di maggio scorso Aldo gestisce un locale in Trentino, dove prima ha lavorato come cameriere per cinque anni. Abita a Lon di Vezzano in una casa dove la cultura d’origine abbraccia quella del posto: "Io ho mantenuto tutto quello che sono le mie radici, la mia cultura, tutto quello che mi apparteneva prima di lasciare il Marocco, ma vivendo nella diversità si impara un po’ di qua, un po’ di là. Molti sono anche i valori comuni delle due culture, come ad esempio il rispetto degli altri e di te stesso e il rispetto nei confronti del lavoro che stai svolgendo anche perché infine dei conti siamo tutti qua per lavorare". Con questi e altri principi, Aldo, 42 anni, sta costruendo la propria vita: come marocchino, come italiano e come immigrato, sperando inoltre di trasformare in realtà anche altri sogni conservati ancora nel cassetto.

       

 

  

 

 

 

(ultimo aggiornamento: 03/09/2009)

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