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professoressa Farina

IMMIGRAZIONE E LAVORO, DONNE PENALIZZATE: INTERVISTA ALLA PROFESSORESSA PATRIZIA FARINA

"Le donne straniere hanno un titolo di studio generalmente più elevato ma riescono a spenderlo sempre meno sul mercato del lavoro, e quindi lo scostamento tra i bad jobs - come si chiamano i cattivi lavori. Uno svantaggio esiste anche rispetto alla provenienza, quindi, le pari opportunità sono del tutto da conquistare per le donne straniere presenti". L'intervista alla professoressa Patrizia Farina dell’Università degli Studi Milano Bicocca.

Professoressa Farina, quali sono i principali aspetti che caratterizzano la condizione delle donne immigrate in Italia?

Diciamo che la cosa più significativa che esce dall’osservatorio regionale (in Lombardia, ndr), ma che può essere estesa a tutta l’Italia, è il fatto che il mondo delle donne è veramente un mondo molto eterogeneo e variegato. Ci sono donne che vengono per motivi di lavoro, ci sono donne che vengono a sostegno del lavoro di altri, ci sono donne che vengono per motivi ancora diversi. Quindi diciamo che, tanto per cominciare, rispetto agli uomini le donne hanno progetti migratori molto diversificati; lei pensi alle donne nordafricane piuttosto che a quelle esteuropee: noi abbiamo analizzato da questo punto di vista proprio le differenze. Sono differenze soprattutto nel progetto migratorio, cioè nelle motivazioni a migrare. Quando le donne sono primo-migranti vengono più frequentemente per lavoro; altrimenti, se sono i cosiddetti flussi secondari, vengono soprattutto per ricongiungersi al partner. Però una cosa è essenziale da dire: il ricongiungimento non implica poi un percorso molto tradizionale delle donne quando sono immigrate. Infatti, dalla nostra ricerca emerge che ben il 47% delle donne che hanno un permesso per motivi familiari o lavora o è in cerca di occupazione. Quindi questo stereotipo della donna che sta tra le mura di casa assolvendo i ruoli più tradizionali forse non è misurabile attraverso la tipologia del permesso di soggiorno. Diciamo anche che l’universo femminile, almeno da questa indagine, non esce tanto bene rispetto alle pari opportunità, perché un’analisi dei redditi medi a parità di lavoro tra uomini e donne le vede sempre svantaggiate: hanno un titolo di studio generalmente più elevato ma riescono a spenderlo sempre meno sul mercato del lavoro, e quindi lo scostamento tra i bad jobs - come si chiamano i cattivi lavori - e le credenziali formative si allarga tra le donne rispetto agli uomini e quindi hanno anche uno svantaggio da questo punto di vista. Quindi uno svantaggio di classe diremmo, oltre che di genere. Infine, sembra anche di vedere uno svantaggio rispetto alla provenienza: sembrano esserci certe comunità più forti di altre nel rivendicare uno stipendio, un reddito più alto; in questo senso, quindi, le pari opportunità sono del tutto da conquistare per le donne straniere presenti.

(ultimo aggiornamento: 07/09/2009)

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