"Il tema della discriminazione è stato riscoperto in tutta Europa ed è un tema che emerge soprattutto con la seconda generazione, perchè la prima generazione che è quella che oggi abbiamo in Italia inserita nel mondo del lavoro essendo così adattabile tende a non denunciare nemmeno episodi di discriminazione di cui è spesso vittima". Lo afferma la professoressa Laura Zanfrini dell’Università Cattolica di Milano.
Professoressa, cosa possiamo dire riguardo le discriminazioni e i rischi di essere discriminati sul luogo di lavoro per i cittadini stranieri?
Diciamo che negli ultimi anni, specialmente su impulso dell’Unione europea che ha lanciato alcune direttive molto innovative, il tema della discriminazione è stato riscoperto in tutta Europa ed è un tema che emerge soprattutto con la seconda generazione, perchè la prima generazione che è quella che oggi abbiamo in Italia inserita nel mondo del lavoro essendo così adattabile tende a non denunciare nemmeno episodi di discriminazione di cui è spesso vittima.
Preso atto dei possibili rischi, quali possono essere i rimedi?
Diciamo che per quanto riguarda l’Italia la primissima forma di discriminazione oserei dire che è la sovrarappresentazione degli immigrati tra gli occupati irregolarmente, in nero; quindi il primo rimedio sicuramente è un’azione capillare di contrasto all’economia sommersa e poi oggi abbiamo sul tappeto la questione, altrettanto drammatica, degli incidenti e degli infortuni sul lavoro; ancora una volta gli immigrati sono sempre sovrarappresentati tra le vittime degli infortuni. Le motivazioni sono molte: sicuramente non c’è il tema della cultura della sicurezza e della formazione anche alla normativa antinfortunistica.
(ultimo aggiornamento: 07/09/2009)