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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione
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immagine della macedonia

LA COMUNITÀ MACEDONE

Paese dell’ex Jugoslavia, la Repubblica di Macedonia è dal 1991 uno stato indipendente della penisola balcanica, nell’Europa sud-orientale. I gruppi etnici presenti fa sì che la religione del popolo macedone sia non solo quella ortodossa ma anche cattolica e musulmana.

Sul territorio dello stato macedone, con capitale Skopje, vivono circa 2 milioni di persone, di cui il 60% sono macedoni, un quarto, gli albanesi e il resto, è costituito da minoranze turche, serbe, ec. La lingua ufficiale è il macedone e dal dicembre del 2001, grazie ad alcuni emendamenti costituzionali, l’albanese è riconosciuto come seconda lingua ufficiale. La Macedonia era e continua ad essere una delle aree più povere dell’ex Jugoslavia. L’aumento della disoccupazione e la diffusione del mercato nero continuano tutt’oggi ad essere un grave peso per lo sviluppo dell’economia macedone. La Macedonia è da tempo un Paese di emigranti. Tradizionalmente erano le regioni più povere e con scarse condizioni per sviluppare l’agricoltura ad alimentare i flussi migratori. Ora sono anche le regioni più ricche a perdere manodopera. Le comunità più ampie sono in Australia, Stati uniti e Canada. A scegliere il Trentino sono soprattutto gli albanesi della Macedonia, la cui presenza si annota già dopo gli anni 90’ come lavoratori nelle cave di porfido nella zona della Bassa Valsugana. La crescita annuale, intorno al 7%, è dovuta soprattutto agli ingressi per lavoro e, negli ultimi anni anche ai ricongiungimenti familiari che ha determinato l’aumento della presenza delle donne fino a riequilibrare quasi quella degli uomini. Dopo il conflitto armato che ha segnato la Macedonia nel 2001 si sono registrati alcuni casi in cui i macedoni hanno chiesto asilo politico in Trentino. Gli immigrati macedoni sono concentrati nelle Valli dell’Adige, Alta Valsugana e Giudicarie, dove svolgono lavori nell’ambito delle costruzioni, nelle cave di porfido e nel commercio. Negli stessi settori si affermano anche come imprenditori. Solo un quarto delle donne macedoni lavora in particolare nella ristorazione, negli alberghi o nelle pulizie. Il resto si occupa della casa e per il fatto che tante non parlano la lingua italiana non sono molto integrate nella comunità locale. A fare loro da interprete sia nell’agire con i vari servizi sul territorio come anche far la spesa sono, i figli, in media 2 o 3 per famiglia, che frequentando la scuola apprendono molto più in fretta la lingua italiana. La maggior parte del loro tempo viene dedicato al lavoro e alla famiglia. Quasi tutti trascorrono le ferie nel proprio paese natale con cui mantengono un forte legame. I fedeli musulmani frequentano i centri culturali islamici soprattutto in occasione delle grandi feste come quella della fine del Ramadan, mentre quelli ortodossi sono privi di un luogo di ritrovo spirituale e di preghiera nella lingua di origine. La tendenza di tanti macedoni è quella di tornare nel paese d’origine all’età della pensione per abitare le case vuote costruite con i risparmi accumulati lavorando per anni lontano. Le principali festività macedoni sono legate alla sfera ortodossa: Ricordiamo il Lunedì Santo Ortodosso, la cui data varia di anno in anno; il Natale cristiano, il 7 gennaio o il 25 dicembre. Parte della popolazione è anche musulmana, per tale ragione una delle festività più sentite nel Paese è il Ramadan: nome che si dà al nono mese dell’anno lunare musulmano (Egira). Le festività laiche: la Festa dell'Indipendenza, l'8 settembre; la Festa Nazionale, l'11 ottobre; la Festa dei Lavoratori, il 1° maggio; l'Ilinden, o Giorno della Ribellione del 1903, il 2 agosto.

(ultimo aggiornamento: 07/08/2009)

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