La Serbia e il Montenegro sono situate nell’Europa sud - orientale e hanno costituito la repubblica federale di Jugoslavia dal ‘92 fino al 2003, quando si trasformarono in confederazione, con due repubbliche, ciascuna con un’ampia autonomia. Anche Il Kosovo ha dichiarato la propria indipendenza il 17 febbraio 2008.
La Serbia e il Montenegro sono situate nell’Europa sud - orientale e hanno costituito la repubblica federale di Jugoslavia dal ‘92 fino al 2003, quando si trasformarono in confederazione, con due repubbliche, ciascuna con un’ampia autonomia. Il territorio occupato comprendeva la Serbia, il Montenegro e le province autonome di Vojvodina e Kosovo. La confederazione ebbe una vita politica e istituzionale molto travagliata, e cessò di esistere nel 2006, quando il Montenegro si espresse attraverso un referendum per la totale indipendenza. Anche Il Kosovo ha dichiarato la propria indipendenza, unilateralmente, il 17 febbraio 2008. Nel 2007 la popolazione della Serbia era stimata in circa 10 milioni di persone. La capitale è Belgrado. Le religioni maggiormente praticate sono quella cristiana ortodossa e quella musulmana. La lingua ufficiale è quella serba. La provincia settentrionale della Vojvodina è dal punto di vista economico la regione più sviluppata della nazione. Il Kosovo si estende su un’area poco più grande dell’Umbria e ha per capitale Pristina. Il Kosovo è popolato in massima parte da albanesi. La divisione della Iugoslavia ed i conflitti che sono seguiti hanno avuto gravi conseguenze sull’economia e sulla demografia dei paesi dell’area dei Balcani. Dall’inizio del conflitto, tra Serbia, Croazia e Bosnia-Erzegovina, vi sono stati, infatti, massicci travasi di popolazione. Imponenti e drammatici spostamenti di popolazione si sono verificati poi durante la crisi del Kosovo nel ‘98, che in un crescendo di violenza etnica ha visto prima la fuga della popolazione di etnia albanese e poi quella dei serbi. La comunità serba in Trentino si è allargata con l’arrivo di tante persone scappate dalla guerra. Tra queste non solo serbi e albanesi ma anche tanti rom del Kosovo che hanno chiesto asilo politico in regione. Il numero degli immigrati provenienti dalla Serbia e dal Montenegro ha conosciuto, infatti, un aumento molto sostenuto fino al ‘98. A spingere tutt’ oggi i serbi ad emigrare è la disoccupazione elevata e i livelli salariali bassi, con un’inflazione ancora troppo alta. I principali motivi di soggiorno sono, infatti, il lavoro e la famiglia, ma non mancano anche quelli per motivi di studio. Le donne, che sono quasi pari rispetto al numero dei maschi, lavorano come donne di pulizie, cameriere negli alberghi, colf, badanti, operaie nelle fabbriche o nell’agricoltura, etc. I maschi invece sono impiegati soprattutto nel settore dei trasporti e nell’edilizia. Le famiglie serbe si sono stabilizzate in particolare nella Vallagarina, Alta Valsugana e Valle di Non. Si tratta di famiglie giovani, che hanno in media due o tre figli. Le famiglie del Kosovo, in particolare i rom che vivono sia in campeggi sia nelle case affittate o negli alloggi pubblici Itea, arrivano ad avere anche più di 5 bambini.
(ultimo aggiornamento: 07/08/2009)