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CINFORMI - Centro informativo per l'immigrazione
Provincia Autonoma di Trento
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Quali sono i paesi esentati dall'obbligo di visto per motivi di turismo?

I Paesi che non hanno l'obbligo di visto di ingresso in Italia per motivi di turismo sono:
Andorra, Argentina, Australia, Bolivia, Brasile, Brunei, Canada, Cile, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia, Ecuador, El Salvador, Estonia, Giappone, Guatemala, Honduras, Malesia, Messico, Monaco, Nicaragua, Nuova Zelanda, Panama, Paraguay, San Marino, Santa Sede, Singapore, Stati Uniti, Svizzera, Uruguay, Venezuela, ai titolari del passaporto "Hong Kong Administrative Region".

(ultimo aggiornamento: 22/10/2007)

Per l'argomento "Informazioni sull'ingresso e sul soggiorno" (Filoni di attività) sono disponibili ulteriori Domande frequenti:

Quali sono le modalità di ingresso in Italia?

Per entrare in Italia è necessario essere in possesso di:
- un passaporto o un documento equipollente;
- un visto d’ingresso (per gli stati per i quali è richiesto);
- adeguati mezzi di sussistenza quando è richiesto (come ad esempio nel caso di ingresso per studio);
- la documentazione della motivazione che giustifica il viaggio;
- non devono esservi inoltre cause ostative: "Non è ammesso in Italia lo straniero che sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello stato o di uno dei paesi con i quali l'Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressone dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone o che risulti condannato, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale (per esempio in caso di patteggiamento), per reati previsti dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale (delitti che consentono l’arresto in flagranza) ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e dell'emigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite" (art. 4, comma 3, D.lgs. 286/98).


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