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Per l'argomento "Gravidanza e maternità" sono disponibili anche:

La scheda Guide pratiche "Gravidanza e maternità"
Sono disponibili 2 Domande frequenti/o per l'argomento "Gravidanza e maternità" (Guide pratiche):

Per quali altri motivi oltre al turismo è possibile entrare in Italia senza il visto di ingresso?

E' possibile entrare in Italia senza il visto di ingresso rilasciato dalle autorità consolare italiane, oltre che per turismo, anche per affari e per cure mediche, ma solo se cittadini appartenenti ad alcuni specifici Paesi (vedi domanda 2). Tutti gli altri cittadini per qualsiasi ragione vogliano entrare in Italia hanno l'obbligo di richiedere il visto.
Nei casi di ingresso senza visto il cittadino straniero può soggiornare per un periodo massimo di 90 giorni con l’obbligo, se il suo periodo di soggiorno supera gli otto giorni lavorativi, di dichiarare la propria presenza alla frontiera o alla Questura del luogo di domicilio. Alla scadenza dei 90 giorni di soggiorno lo straniero dovrà lasciare l'Italia e potrà farvi rientro solo 90 giorni dopo la scadenza del suo precedente periodo di permanenza.

Qual è la tutela sanitaria dei cittadini stranieri irregolarmente soggiornanti?

I cittadini stranieri irregolarmente soggiornanti (privi cioè di un valido titolo di soggiorno), hanno diritto alle seguenti forme di assistenza sanitaria:
- alle cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio;
- agli interventi di medicina preventiva, a salvaguardia della salute individuale e collettiva, e cioè:

a godere dei programmo di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva;

agli interventi per la tutela sociale della gravidanza e della maternità;

alle vaccinazioni;

agli interventi di profilassi internazionale;

alla profilassi, alla diagnosi e alla cura delle malattie infettive;

alle attività finalizzate alla tutela della salute mentale.

Per cure urgenti si intendono le cure che non possono essere rinviate senza pericolo per la vita o senza danno per la salute della persona; per cure essenziali invece si intendono le prestazioni sanitarie, diagnostiche e terapeutiche, relative a patologie non pericolose nell'immediato e nel breve termine, ma che nel tempo potrebbero determinare maggiore danno alla salute o rischi per la vita (complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti).


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